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	<title>Rose and Crown Pub Rimini &#187; news</title>
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	<description>Il Primo Pub in Italia</description>
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		<title>oktoberfest 2010 rose &amp; crown</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 16:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[CON IL ROSE &#38; CROWN A TUTTA BIRRA!!!!!!!!
VIAGGIO A MONACO DI BAVIERA
IN OCCASIONE DELL&#8217;OKTOBERFEST 2010
27/28/29 SETTEMBRE
TUUTA A EURO 270,00 + 15,00 di iscrizione
per prenotazioni venite direttamente al pub o chiamare al n. 0541/391398
prenotazioni fino ad esaurimento posti
affrettatevi non vorremmo lasciarvi a piedie a tutta birra!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-715 aligncenter" title="Oktoberfest bei Nacht" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/03/oktoberfest54-299x300.jpg" alt="Oktoberfest bei Nacht" width="276" height="277" />CON IL ROSE &amp; CROWN A TUTTA BIRRA!!!!!!!!</p>
<p>VIAGGIO A MONACO DI BAVIERA</p>
<p>IN OCCASIONE DELL&#8217;OKTOBERFEST 2010</p>
<p>27/28/29 SETTEMBRE</p>
<p>TUUTA A EURO 270,00 + 15,00 di iscrizione</p>
<p>per prenotazioni venite direttamente al pub o chiamare al n. 0541/391398</p>
<p>prenotazioni fino ad esaurimento posti</p>
<p>affrettatevi non vorremmo lasciarvi a piedie a tutta birra!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!</p>
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		<title>to beer or not to beer</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 15:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dietro ad ogni buon bicchiere di birra che beviamo c’è un lungo lavoro di produzione. Ancora oggi si tratta di un processo naturale come tanti secoli fa, ma perfezionato dall’esperienza, dalla conoscenza e dagli strumenti tecnologici moderni. Vediamo, passo per passo, in che modo quattro elementi semplici e molto comuni in natura come orzo, acqua, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-980" title="04 08" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/08/04-08.jpg" alt="04 08" width="141" height="90" /></p>
<p>Dietro ad ogni buon bicchiere di birra che beviamo c’è un lungo lavoro di produzione. Ancora oggi si tratta di un processo naturale come tanti secoli fa, ma perfezionato dall’esperienza, dalla conoscenza e dagli strumenti tecnologici moderni. Vediamo, passo per passo, in che modo quattro elementi semplici e molto comuni in natura come orzo, acqua, luppolo e lievito, combinati e lavorati insieme, riescono a dar vita alla bevanda più antica e apprezzata al mondo.</p>
<p>L’orzo diventa malto<br />
Si parte dall’orzo, il cereale più coltivato e diffuso al mondo. Si sceglie la qualità migliore, i cui chicchi vengono messi in acqua a germogliare finché, raggiunta l’umidità necessaria, vengono fatti germinare per alcuni giorni. L’orzo germinato si chiama malto. Il malto viene quindi essiccato lentamente in forno. Secondo il grado di tostatura più o meno spinto raggiungerà un colore (biondo, dorato o biscottato) e una diversa fragranza, che influenzeranno poi l’aspetto e il sapore della birra.<br />
Il malto diventa mosto<br />
Il malto d’orzo viene macinato e ridotto in farina, poi miscelato con acqua in una caldaia fino a diventare un insieme omogeneo, detto mosto. A questo punto il mosto viene portato ad ebollizione, filtrato e separato dalle scorie del malto d’orzo. In questa fase viene aggiunto il luppolo, pianta capace di conferire alla birra il caratteristico gusto amaricante. Il mosto viene quindi raffreddato prima di passare alla fase di fermentazione.<br />
Il mosto diventa birra<br />
Il mosto viene lasciato fermentare in appositi recipienti. Indispensabile è in questa fase il ruolo del lievito, capace di trasformare gli zuccheri presenti nel mosto in alcol e anidride carbonica. Senza l’aggiunta dei lieviti, infatti, il mosto non potrebbe diventare birra. Le due grandi famiglie di lieviti utilizzate a questo scopo sono il Saccaromyces Cerevisiae e il Saccaromyces Carlsbergensis. Fanno eccezione a questa regola alcune birre, rare, prodotte in una località del Belgio, che fermentano spontaneamente sfruttando un lievito presente nell’aria di quella zona.<br />
Fermentazione alta e bassa<br />
Il Saccaromyces Cerevisiae è usato per produrre le birre cosiddette “ad alta fermentazione” e agisce a temperature elevate (16-23 gradi centigradi); il Saccaromyces Carsbergensis viene usato invece per le birre “a bassa fermentazione” e lavora a bassa temperatura (tra i 5 e gli 8 gradi centigradi). Secondo il tipo di birra che si vuole ottenere si decide se utilizzare la prima o la seconda famiglia di lieviti. In genere il metodo dell’alta fermentazione dà origine a birre di gusto intenso e aromatico, mentre con la bassa fermentazione si ottengono birre dal gusto leggero e fragrante.<br />
A stagionare e maturare<br />
Dopo la fermentazione la birra viene travasata in appositi serbatoi dove sarà lasciata per quattro-sei settimane a stagionare e maturare. In questa fase tutti i suoi componenti si affinano e si stabilizzano, avviene una sorta di chiarificazione naturale e la birra acquisisce il suo caratteristico e definitivo sapore. La gran parte delle birre viene poi sottoposta ad ulteriore filtrazione per eliminare le eventuali tracce di lieviti e di altri componenti che renderebbero torbida la bevanda. La birra a questo punto è praticamente pronta per essere confezionata e poi consumata.<br />
Bottiglia, lattina e fusto<br />
L’ultima fase della produzione della birra, il confezionamento, non è affatto la meno importante. Solo se si opera correttamente e con la massima attenzione, infatti, la birra potrà arrivare al consumatore con le sue qualità originali intatte. La bottiglia di vetro scuro, marrone o verde resta il materiale ottimale per conservare nel tempo le caratteristiche della birra e proteggerla dagli effetti negativi della luce. Il tappo metallico, a corona, pratico e sicuro, è quello che garantisce perfettamente l’ermeticità, ma vengono usati, per bottiglie con un particolare significato, anche tappi in sughero, ceramica e gomma o tappi a vite. Anche la lattina, leggera, comoda, facile da trasportare, conservare e aprire in un qualunque momento e luogo, è molto apprezzata da alcune fasce di consumatori. Il fusto, molto capiente (25-30-40 litri), viene usato soprattutto dagli esercizi pubblici per il servizio alla spina, che ha un suo nutrito numero di consumatori appassionati. La birra confezionata in questo modo risulta molto fragrante, ma è delicata e, per essere davvero buona, deve essere consumata in un arco di tempo rapidissimo (max. tre giorni) dopo l’apertura del fusto.<br />
Conservare la birra<br />
Come ogni altro alimento e bevanda naturale, anche la birra teme gli sbalzi di temperatura, l’azione dell’ossigeno e l’effetto negativo della luce. Anche le muffe e i batteri possono attaccarla se non viene conservata correttamente. Ma è soprattutto il tempo il suo nemico più subdolo. La vita di una birra, infatti, non supera i 18 mesi dalla sua produzione. Dopo tale periodo, la bevanda comincia a perdere aroma e gusto e solo la presenza di buone quantità di luppolo può proteggerla maggiormente dall’invecchiamento e farla vivere più a lungo. Le birre a bassa fermentazione resistono meno bene alla conservazione rispetto a quelle prodotte al alta fermentazione. Esistono infine alcune birre ad alta gradazione alcolica che possono trarre giovamento da un certo periodo di invecchiamento.<br />
Per bere una birra sempre al meglio<br />
Il consumatore che vuole bere una birra al meglio delle sue caratteristiche farà bene ad acquistare volta per volta la quantità di prodotto che gli serve. Avrà cura inoltre di scegliere un punto vendita che garantisca un veloce ricambio delle merci. Infine dovrà conservare la birra in un luogo fresco a temperatura costante e al riparo dalla luce, per raffreddarla successivamente nel frigorifero solo prima di berla. In alternativa, per raffreddarla rapidamente potrà usare un secchiello di acqua e ghiaccio. Un altro consiglio è scegliere una bottiglia o lattina commisurata alla propria necessità. Infine, dopo aver aperto una confezione, è meglio non cercare di conservarne ulteriormente il contenuto avanzato.</p>
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		<title>Beer story</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 15:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nata 4500 anni prima di Cristo
Quella della birra è una storia millenaria, risalente addirittura alle popolazioni che abitavano la Mesopotamia 4.500 anni prima della nascita di Cristo, dove l’orzo, dalla cui fermentazione si ricava la birra, è stato il primo cereale coltivato.
Tra i Sumeri diverrà addirittura uno status symbol: solo chi apparteneva ai ceti sociali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-982" title="04 08 2" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/08/04-08-2.jpg" alt="04 08 2" width="126" height="94" /></p>
<p>Nata 4500 anni prima di Cristo<br />
Quella della birra è una storia millenaria, risalente addirittura alle popolazioni che abitavano la Mesopotamia 4.500 anni prima della nascita di Cristo, dove l’orzo, dalla cui fermentazione si ricava la birra, è stato il primo cereale coltivato.<br />
Tra i Sumeri diverrà addirittura uno status symbol: solo chi apparteneva ai ceti sociali più alti poteva permettersene 5 litri al giorno. La birra diviene presto famosa anche tra gli Egizi, dove viene accostata al Dio Osiride, in Cina (III millennio a.c.) e tra i romani, noti amanti del vino dove però fu particolarmente apprezzata da Agricola, governatore della Britannia, e da Cesare.</p>
<p>Quando fare la birra diventa un mestiere<br />
Si deve ai monasteri, dopo l’anno 1000, l’introduzione del luppolo come nuovo ingrediente nella preparazione della birra.<br />
Nel nord Europa ha inizio una nuova era per la gustosa bevanda: la produzione diventa industriale e in Germania nasce la figura del mastro birraio, con scuole a pagamento per imparare questo nuovo mestiere. Fu così che in Germania la popolarità della birra attraversò tutte le classi sociali.<br />
Venne perfino promulgato “l’editto sulla purezza” che stabiliva che gli unici ingredienti per produrre la birra dovevano essere malto d’orzo, luppolo e acqua.<br />
In Inghilterra già nel 1300 si contavano migliaia di pub e la birra soppiantò l’acqua nei consumi del popolo per ragioni igieniche: per ottenere la birra l’acqua veniva bollita ed era quindi sterilizzata.</p>
<p>Anche l’America scopre la birra<br />
Nel XVII secolo la birra fu importata per la prima volta in America dai Padri Pellegrini.<br />
Nel frattempo, in Europa iniziarono una serie di studi sui lieviti che portarono alla novità della birra a bassa fermentazione.<br />
Nasce così l’attuale lager e con lei un sistema di produzione che è oggi il più usato al mondo.</p>
<p>La birra in Italia, nell’antichità&#8230;<br />
Giulio Cesare già apprezzava questa bevanda, tanto da citarla nei suoi Commentarii.<br />
Ma già gli Etruschi, prima dei Romani, ne provarono un “prototipo” chiamato “pevakh”, fatto inizialmente con segale e farro e successivamente con frumento e miele.<br />
Caduto l’Impero Romano, il consumo di birra continuò a crescere durante il medioevo per merito soprattutto degli invasori barbari che la conoscevano da tempo.</p>
<p>&#8230;e nell’era moderna.<br />
La storia moderna della birra in Italia inizia nel 1789, data ufficiale dell’apertura della prima fabbrica italiana a Nizza Marittima, per opera di Giovanni Baldassarre Setter.<br />
L’attività passò poi a Giovanni De Bernardi che cominciò a distribuirla in tutto il Piemonte.<br />
Da lì alla fine del XIX secolo le industrie di birra, quasi tutte situate al nord, diventeranno oltre 150 dando impulso alla coltura di orzo, fino ad allora poco praticato in Italia.<br />
E la fine del secolo vede nascere anche in Italia la prima malteria, inaugurata ad Avezzano, in Abruzzo, col nome “Le Malterie Italiane”.</p>
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		<title>Rose &amp; Crown</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 16:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Birreria Rimini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-943" title="RoseAndCrown_13Mag2010_12" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/07/RoseAndCrown_13Mag2010_12-150x150.jpg" alt="RoseAndCrown_13Mag2010_12" width="150" height="150" />Il Rose and Crown è il primo pub d&#8217;Italia nato nel 1964.</p>
<p>Le nostre tradizioni vanno avanti con noi infatti  noi amiamo definire il nostro pub come antica birreria con birra per tutti i gusti e per tutte le occasioni: dalla birra rossa con gas e senza gas ,dalla birra nera alla birra di frumento alle svariate birre chiare che incontrano tutti i vostri gusti, dalla più laggera ,alla doppio malto 9 gradi alcolici ,dalla più amara ,alla più amabile e beverina, dalle birre Tedesche,  Inglesi ,  Danesi, Republica Ceca,Irlandese, Belga, Australiane, Italiane ecc ecc&#8230;..</p>
<p><img style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="warstein" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2009/11/warstein.jpeg" alt="warstein" width="58" height="150" /></p>
<p><img style="margin: 5px;" title="spaten" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2009/11/spaten.jpeg" alt="spaten" width="87" height="130" /></p>
<p><img style="margin: 5px;" title="pilsner" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2009/11/pilsner.jpeg" alt="pilsner" width="113" height="120" /></p>
<p><img title="new" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2009/11/new.jpeg" alt="new" width="86" height="135" /></p>
<p><img title="fosters" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2009/11/fosters.jpeg" alt="fosters" width="135" height="135" /></p>
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		<title>BLACK VELVET .</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 13:48:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[A FINE OTTOCENTO , AGGIUNGENDO A UNA BIRRA NERA (STOUT) ALLO CHAMPAGNE,UN BARMAN DEL BROOKS&#8217;S CLUB LONDINESE HA CREATO QUESTO COCKAIL. IL SUCCESSO è STATO IMMEDIATO E LA SUA FAMA SI DIFFUSE OVUNQUE. FINO AI GIORNI NOSTRI.
Il black Velvet è un cocktail inglese di facile preperazione :si versa in un calice gigante metà stout e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-829" title="2377020-Beamish-Stout-0" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/05/2377020-Beamish-Stout-0.jpg" alt="2377020-Beamish-Stout-0" width="224" height="300" />A FINE OTTOCENTO , AGGIUNGENDO A UNA BIRRA NERA (STOUT) ALLO CHAMPAGNE,UN BARMAN DEL BROOKS&#8217;S CLUB LONDINESE HA CREATO QUESTO COCKAIL. IL SUCCESSO è STATO IMMEDIATO E LA SUA FAMA SI DIFFUSE OVUNQUE. FINO AI GIORNI NOSTRI.</p>
<p>Il black Velvet è un cocktail inglese di facile preperazione :si versa in un calice gigante metà stout e matà champagne. La semplicità del cocktail nasconde una storia carica d&#8217;emozioni e il club in cui venne creato ,il famoso Brooks&#8217;s Club,è ricco di buffi aneddoti e riporta nell Inghilterra Vittoriana spesso raccontata nelle commedie di Oskar  Wilde.</p>
<p>Il 23 dicembre 1861 il principe Alberto Sassonia-Coburgo Ghota, giovane amato consorte della regina Vittoria,</p>
<p>muore per febbre tifoidea e, se inizialmenete era invisto al popolo britannico , con la sua benevola influenza verso la giovane sovrana , l&#8217;amore per le arti e per la sua nuova nazione , lasciò il popolo intero in doloroso cordoglio. Fu cosi che un ignoto barman del club volle rendere omaggio al lutto nazionale : oscurò il perlage dello champagne e vi aggiunse della stout (birra nera).</p>
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		<title>Classifica il bevitore di birra? Difficile ma possibile.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 17:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ma che tipo è il bevitore di birra? è una domanda che ci poniamo spesso e che certamente incuriosisce anche i nostri lettori. Per aiutarvi neel&#8217;arduo compito,vi proponiamo questa simpatica clasificazione,libaramente dradotta, frutto di una ricerca svolta dalla casa britannica Whitbread.Le caratteristiche sono quelle del cliente abituale del pub inglese.Crediamo però che anche molti clienti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-395" title="DSC_2933" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2009/11/DSC_2933-150x150.jpg" alt="DSC_2933" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;">Ma che tipo è il bevitore di birra? è una domanda che ci poniamo spesso e che certamente incuriosisce anche i nostri lettori. Per aiutarvi neel&#8217;arduo compito,vi proponiamo questa simpatica clasificazione,libaramente dradotta, frutto di una ricerca svolta dalla casa britannica Whitbread.Le caratteristiche sono quelle del cliente abituale del pub inglese.Crediamo però che anche molti clienti dei locali birrai di casa nostra vi si possano riconoscere.Ecco le sette classi che identificano il bavitore inglese.</p>
<p>IL BEVITORE DI RAZZA</p>
<p>é la tipologia più pregiata e ricercata dai gestori.Beve birra in buona quantità perche ritiene che bere birra faccia parte del buon vivere.Beve da solo o in compagnia,sempre con soddisfazione sua e del publican.</p>
<p>IL PASTORE</p>
<p>Per il pastore bere è un fatto di moda. Nella scelta della birra si orienta esclusivamente in locali trendy.Preferisce la bottiglia perchè si vede la marca.Il gusto o lo stile di produzione della birra,per questo bevitore non contano nulla. Generalmente è giovane.</p>
<p>LO SPIRITO BOLLENTE</p>
<p>Buon cliente perchè consuma molto, ma pericoloso. Beve quanta  più birra gli è possibile e ama bere forte. Alterna periodi di silenzio e tranquillità a momenti di furia devastante.</p>
<p>IL CASA E UFFICIO</p>
<p>La tappa al pub rappresenta,per questo bevitore di birra ,un appuntamento fisso.Una breve pausa di relax fra le acque agitate dell&#8217;ufficio e la tempesta che lo attende a casa .Cliente sicuro .Se viene licenziato o viene cacciato di casa aumenta la sua permanenza al pub e naturalmenete &#8230;.il numero di birre bevute.</p>
<p>L&#8217;ESPERTO</p>
<p>Razza rarissima che ha la sua birra preferita ma che ama anche provare nuovi sapori e colori .Tornerà comunque sempre alla sua preferita .éin cliente che traina ,coinvolge nelle sue scelte altr persone .Generalmente supera i 35 anni.Dall&#8217;alto della sua conoscenza spesso esprime critiche sulla temperatura,sulla freschezza ,sulla spillatura,sul servizio.Ottimo cliente ma avvolte rompiscatole.</p>
<p>IL FUGGITIVO</p>
<p>Tende a scappare dal mondo immergendosi nel bicchiere di birra .Molto maditativo .Consuma poco e lentamente.Tipo solitario.Preferisce locali informali e birre poco costose.</p>
<p>IL PECORONE</p>
<p>Segue sempre il gregge .Giovane e molto giovane ,non ha ancora maturato la capacità di prendere le sue decisioni.Frequenta un locale solo se lo frequenta il gruppo.Beve birra solo se la beve il gruppo.Se il gestore del locale individua il capo branco ,il gruppo diventa stanziale e birrario.<img title="DSC_2934" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2009/11/DSC_2934-300x200.jpg" alt="DSC_2934" width="300" height="200" /></p>
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		<title>OKTOBERFEST</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 17:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quando e come è nata questa festa?
Il 12 ottobre del 1812 il principe bavarese Ludwig (il futuro re Ludwig I, nonno del famoso Ludwig II che ha fatto costruire i castelli favolosi della Baviera) sposò la principessa Teresa della Sassonia e questo matrimonio fu l&#8217;occasione di una grande festa tenuta in una zona che all&#8217;epoca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-left: 0.26cm; margin-right: 0.26cm; text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-715" title="Oktoberfest bei Nacht" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/03/oktoberfest54-299x300.jpg" alt="Oktoberfest bei Nacht" width="299" height="300" /><span style="color: #800000;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Quando e come è nata questa festa?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 0.26cm; margin-right: 0.26cm;"><span style="font-size: x-small;">Il 12 ottobre del 1812 il principe bavarese Ludwig (il futuro re Ludwig I, nonno del famoso Ludwig II che ha fatto costruire i castelli favolosi della Baviera) sposò la principessa Teresa della Sassonia e questo matrimonio fu l&#8217;occasione di una grande festa tenuta in una zona che all&#8217;epoca era ancora fuori dalla città, in un grande prato che da allora è chiamato &#8220;Theresienwiese&#8221; (Prato di Teresa). La festa piaceva agli abitanti di Monaco e così fu ripetuta l&#8217;anno dopo. Così nacque una tradizione che fino ad oggi non è interrotta, anche se il carattere della festa è molto cambiato. All&#8217;inizio l&#8217;offerta di giostre fu molto limitata e anche i punti di vendita della birra erano pochi. Ma già verso la fine dell&#8217;800, quando i due protagonisti della prima festa erano ormai morti da parecchio tempo la festa, pian piano assunse le caratteristiche di oggi: una gigantesca giostra con dei veri e propri capannoni della birra gestiti dalle più grandi fabbriche della birra della Baviera.</span></p>
<p style="margin-left: 0.26cm; margin-right: 0.26cm;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Che festa è oggi?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 0.26cm; margin-right: 0.26cm; margin-top: 0.13cm;"><span style="font-size: x-small;">Oggi l&#8217;Oktoberfest di Monaco è uno dei più grandi spettacoli turistici che la Germania ha da offrire. Circa 6 milioni di visitatori, moltissimi dei quali vengono dall&#8217;estero: dagli USA, dal Giappone, da tutti i paesi europei e naturalmente anche dall&#8217;Italia. Forse proprio per le sue dimensioni, oggi ha perso un po&#8217; delle sue caratteristiche tipiche, o meglio: i tratti tipici si sono un po&#8217; fossilizzati. Ma nonostante la commercializzazione dell&#8217;evento la festa ha mantenuto ancora un indubbio fascino e se non ci siete mai andati, allora preparatevi.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
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		<title>BEER IS NOT ONLY A DRINK rose &amp; Crown Rimini</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 17:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Beer has an ancient tradition :The perfume of malt, the aroma of hops that take us back to pharaoh.
More than five  thousands ectars of land is needed to produce the raw materiels that are necessary
to produce millions of  hectoliters of beer consumed throughout the world.
But beer is not only a drink :it is an essential [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-136" title="forskronen" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2009/11/forskronen.jpg" alt="forskronen" width="300" height="226" />Beer has an ancient tradition :The perfume of malt, the aroma of hops that take us back to pharaoh.</p>
<p>More than five  thousands ectars of land is needed to produce the raw materiels that are necessary</p>
<p>to produce millions of  hectoliters of beer consumed throughout the world.</p>
<p>But beer is not only a drink :it is an essential component of our diet.</p>
<p>Therefore it contains all the active important ingredients of cereals.</p>
<p>So therefore it has always been the world wide leanding character of our table.</p>
<p>Beer is an absolutely natural drink:Malt+water+hops:Man only joins yeast. Simple!All the best!!</p>
<p>MR. Richard Di Angelo.</p>
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		<title>Beer Rose &amp; Crown Rimini</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 08:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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La birra è costituita da un infuso di cereali aromatizzato e fermentato. II nome deriva, secondo il dr. Leonhard Mehlber di Augusta, dall&#8217;indogerinico bil(e)ril che significa &#8220;ribollire&#8221; e che si può riferire sia alla cottura del mosto che alla fermentazione nei tini. Ale, il termine con cui si indica la birra nel Regno Unito, può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-475" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="storiabirra30" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/01/storiabirra30-150x125.jpg" alt="storiabirra30" width="150" height="125" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La birra è costituita da un infuso di cereali aromatizzato e fermentato. II nome deriva, secondo il dr. Leonhard Mehlber di Augusta, dall&#8217;indogerinico bil(e)ril che significa &#8220;ribollire&#8221; e che si può riferire sia alla cottura del mosto che alla fermentazione nei tini. Ale, il termine con cui si indica la birra nel Regno Unito, può essere messo in relazione con il latino alere (alimentare).</p>
<p>La birra è, con il pane ed il vino, il più antico alimento &#8220;elaborato tecnologicamente&#8221; dall&#8217;uomo, nel suo lento progredire verso piani sempre più complessi di civiltà.</p>
<p>Vino, birra e pane furono entrambi &#8220;scoperti&#8221; quando l&#8217;uomo primitivo ebbe il suo sviluppo da nomade in stanziale.</p>
<p>Privi di documenti probatori e di certezze, si può intuire che il vino sia stato il primo a vedere la luce. Sia perché la vite, diversamente dall&#8217;orzo, offriva i suoi frutti anche ai nomadi che non sapevano nulla di semina e raccolto; sia perché bastava lasciare dell&#8217;uva spremuta in un qualunque recipiente, per ottenere un&#8217;ottima bevanda.</p>
<p>Sono più complesse le trasformazioni dei cereali in pane, ed ancor più in birra. Di questi si può solo dire, con relativa certezza, che furono prodotti dopo che l&#8217;uomo ebbe (circa un milione di anni fa) imparato a dominare il fuoco indispensabile per fabbricarli. La prima descrizione documentata di una ricetta per produrre birra risale circa al 4000 a.C.</p>
<p>Già allora la tecnologia richiedeva una sofisticata successione di fasi che iniziano dalla germogliazione controllata del cereale, attraverso la sua torrefazione, macinazione e miscelazione con acqua (per trasformare l&#8217;amido in zucchero) per concludersi con la fermentazione. È quasi incredibile, ma questo procedimento è concettualmente ancor oggi uguale in tutte le birrerie del mondo! Ma con due diversificazioni:</p>
<p>- gli impianti, che si sono certamente evoluti, a vantaggio della qualità del prodotto;</p>
<p>- l&#8217;utilizzo del luppolo, che entrò nell&#8217;uso comune solo circa 1.000 anni fa, liberando la birra da quel sapore dolciastro e colloso, che l&#8217;aveva caratterizzata per millenni.</p>
<hr />
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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