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	<title>Rose and Crown Pub Rimini &#187; news</title>
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	<description>Il Primo Pub in Italia</description>
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		<title>IL ROSE AND CROWN Di Rimini, un vero pub inglese nel cuore di Marina Centro</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 16:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una serata in festa con gli amici,all&#8217;insegna della buona birra e della buona cucina,circondati da gente che si diverte, in mezzo a musica, cori, risate, in un&#8217; atmosfera unica in tutta la costa romagnola; questa è la promessa, sempre mantenuta, del Rose And Crown, il primo pub &#8221;British style&#8221; aperto in Italia. Era il 1964 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-943" title="RoseAndCrown_13Mag2010_12" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/07/RoseAndCrown_13Mag2010_12-300x199.jpg" alt="RoseAndCrown_13Mag2010_12" width="300" height="199" /></p>
<p>Una serata in festa con gli amici,all&#8217;insegna della buona birra e della buona cucina,circondati da gente che si diverte, in mezzo a musica, cori, risate, in un&#8217; atmosfera unica in tutta la costa romagnola; questa è la promessa, sempre mantenuta, del Rose And Crown, il primo pub &#8221;British style&#8221; aperto in Italia. Era il 1964 quando il Conte Giuseppe Perticari, amante della cultura anglosassone, fondò questo locale destinato a diventare un appuntamento arrinunciabile per generazioni di Riminesi e di vacanzieri goderecci. Nel 1975 entra in gioco Richard Di Angelo (classe 1952), che reduce da una preziosa esperienza in un celebre pub inglese, reinterpreta la tradizione anglosassone imprimendo al Rose And Crown il suo stile personalissimo. Da 35 anni Richard  è  l&#8217;anima del locale, il vero timoniere di questa nave sempre in rotta verso il piacere e il divertimento: grazie alla sua capacità, fantasia, e al suo autentico spirito d&#8217;avventura, il Rose And Crown ha saputo conservare, anno dopo anno, le caratteristiche del vero pub&#8230; ma con qualcosa in più!</p>
<p>UNA SERATA TUTTA DA BERE&#8230;</p>
<p>Gli approdi di questa nave sono tanti, a cominciare dalla birra. Al Rose And Crown la birra è una cosa seria: non c&#8217;è solo la grande scelta tra le migliori marche, alla spina e in bottiglia : quì tutto quello che riguarda la birra è affidato a professionisti, al Rose And Crown chi spilla la birra deve saperlo fare secondo le regole. Poi ci sono quelli che la bevono&#8230;e se in questo non sei già professionista, al Rose And Crown lo diventi di sicuro!Alle birre migliori,spillate e servite nel modo migliore, si aggiunge un ampia scelta Scotch blended pure malt,Irish Whiskies,Bourbon,Canadian e rye Whiskies. Inoltre è disponibile un&#8217;infinita tipologia di distillati, in rappresentanza delle migliori case distillatrici del mondo; i liquori più celebri e celebrati, e una grande parata di soft drink e cocktail.</p>
<p>&#8230;E DA MANGIARE!</p>
<p>La cucina merita un discorso a parte. Il Rose And Crown è un pub inglese che sa di trovarsi in Romagna; per questo , con sano pragmatismo anglosassone, unisce ad una vendita di hot snack, panini caldi, tramezzini e toast, alle insalate e antipasti, ai piatti della gastronomia inglese e internazionale, le mitiche specialità della cucina romagnola, che si sposano benissimo con le birre,( chissà se prima o poi anche i pub in inghilterra lo scopriranno).</p>
<p>LIVE MUSIC FOR LIVE NIGHTS.</p>
<p>Il Rose And Crown è diventato un cult pub anche per la musica dal vivo: tutte le sere, dalle 22:00, l&#8217;atmosfera si accende con il migliore Rhytm&amp;Blues, Funk, Rock and Soul. Una colonna sonora entusiasmante per serate irripetibili&#8230; che puoi replicare quando vuoi! Basta tornare al Rose And Crown , dove Richard e la sua squadra ti aspettano con l&#8217;atmosfera e tutte le dotazioni di un vero Pub inglese&#8230;Freccette comprese!</p>
<p>Rose And Crown , un mito europeo.</p>
<p>Di questo autentico pezzo di Union Jack nel cuore della riviera romagnola, famoso in tutta europa ,frequentato con lo stesso entusiasmo da tutte le fasce d&#8217;età, dai giovanissimi fino ai sessantenni giovani dentro, hanno parlato, tra gli altri, Times, Sun, Mirror, Daily Mail, Daily Telegraph, BBC 2, TVA.M, Granada.</p>
<p>Abbiamo detto tutto? Sicuramente no. Perchè il Rose And Crown non lo puoi riassumere: è più di un pub, più di un ristorante o di un locale di musica dal vivo. Ci entri, e senti subito di essere tra amici, in un posto vero, con una sua storia, una sua atmosfera&#8230;e un&#8217; irresistibile vocazione a farti passare una serata che non potrai dimenticare!</p>
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		<title>Storia del&#8217;Augustiner</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 16:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[
La birra è conosciuta ormai da millenni nei differenti continenti, anche se prodotta sempre diversamente in base alle tradizioni dei popoli: Sumeri, Babilonesi ed Egiziani usavano acqua e resti di pane; diversamente gli Indios dell&#8217;America Centrale, che utilizzavano mais come componente cereale, mentre nell&#8217;area asiatica s&#8217;impiegava riso. Per quei popoli la birra era un alimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-999 aligncenter" title="Oktoberfestlogo" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/09/Oktoberfestlogo-266x300.jpg" alt="Oktoberfestlogo" width="266" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;">La birra è conosciuta ormai da millenni nei differenti continenti, anche se prodotta sempre diversamente in base alle tradizioni dei popoli: Sumeri, Babilonesi ed Egiziani usavano acqua e resti di pane; diversamente gli Indios dell&#8217;America Centrale, che utilizzavano mais come componente cereale, mentre nell&#8217;area asiatica s&#8217;impiegava riso. Per quei popoli la birra era un alimento di base in ragione del suo potere nutritivo e delle svariate possibilità di produzione, che lasciavano ampi spazi alle tante direzioni di gusto possibili. Inoltre veniva usata anche come &#8220;medicina&#8221; per il suo effetto inebriante che, ad esempio, era molto efficace contro il dolore. I popoli del Medio Oriente dedicarono alla bevanda, ai tempi della nascita della scrittura, propri simboli e geroglifici, testimonianza rimasta ai posteri che evidenzia l&#8217;importanza della birra.</p>
<p>Non molto amata da Greci e Romani e soprattutto usata come &#8220;medicinale&#8221; o &#8220;stupefacente&#8221;, poiché queste culture preferivano di gran lunga il vino, la birra godeva di grande popolarità tra i popoli celtici, scandinavi, germanici ed infine gallici all&#8217;interno dell&#8217;odierna Europa. In quest&#8217;area era parte integrante della vita quotidiana e l&#8217;alimento di base per eccellenza, seconda soltanto al pane. Inoltre la produzione del pane e della birra rimase un&#8217;attività svolta esclusivamente dalle donne di queste comunità fino all&#8217;inizio del Medioevo. Questo cambiò durante l&#8217;ultimo periodo prima del secondo millennio: la produzione di birra divenne poco a poco compito dei vari monasteri i cui monaci iniziarono a specializzarsi dal momento in cui appresero l&#8217;importanza dell&#8217;alimento come sostituzione del cibo durante i periodi di digiuno.</p>
<p>La produzione della birra divenne in seguito un settore rilevante dell&#8217;economia medievale, tanto che nacquero diverse gilde (corporazioni), tra le quali quella molto esclusiva del mastro birraio. Tutto ciò si sviluppò partendo dalle città e specialmente dalle corti dei sovrani, i quali, visto che potevano concedere i diritti di produzione e vendita di birra a chi desideravano, introdussero nuove tasse riguardanti il commercio di birra, facendo inoltre chiudere vari birrifici monastici, rei soltanto di aver fatto loro troppa concorrenza. La causa di questa spietata competizione era dovuta alle fantastiche entrate assicurate grazie alla distribuzione della cervogia.</p>
<p>Dal momento in cui la sua qualità in generale iniziò a peggiorare, per colpa dei molteplici ingredienti inappropriati che venivano utilizzati per conservarla più a lungo e per alterarne il suo effetto, i reggenti iniziarono a emettere decreti e leggi per assicurarne la sua essenza. Il più famoso e decisivo di questi &#8220;editti&#8221; fu ed è il &#8220;Reinheitsgebot&#8221; bavarese, il più antico decreto relativo ad un alimento tutt&#8217;ora in vigore, che segnò la nascita della birra da noi conosciuta.</p>
<p>Attraverso le scoperte scientifiche dei secoli seguenti, ad esempio la nozione della pastorizzazione e le invenzioni delle macchine refrigeranti e dei microscopi, vennero poi svelati i maggiori segreti per migliorare la produzione qualitativa di birra. La scadenza della birra e la riuscita della fermentazione non ponevano più problemi e quindi erano stati eliminati i più grandi ostacoli per la sua effettiva produzione ed il suo esporto in regioni lontane. Come i metodi di fabbricazione e le nostre vite in generale variano nel corso del tempo grazie alle sopraggiunte innovazioni, anche la birra stessa è cambiata e perciò è importante capire che quella antica poco ha in comune con quella medievale, mentre ambedue hanno nulla a che fare con quella attuale. Si può affermare con tranquillità che la &#8220;nostra&#8221; abbia una tradizione onorevole che conta 500 anni e che, come già espresso, nacque con il &#8220;Reinheitsgebot&#8221;. Per tutto ciò grazie a te, Gambrino, patrono di tutti i produttori di birra.</p>
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		<title>VIAGGIO ALL &#8216;OKTOBERFEST 2011 CON IL ROSE AND CROWN</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 16:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[CON IL ROSE &#38; CROWN A TUTTA BIRRA!!!!!!!!
VIAGGIO A MONACO DI BAVIERA
IN OCCASIONE DELL&#8217;OKTOBERFEST 2011
26/27/28 SETTEMBRE
HOTEL TRE STELLE SUPERIORE (CENTRALISSIMO A MONACO)
SISTEMAZIONE IN CEMERE DOPPIE E TRIPLE
CON PRIMA COLAZIONE
VIAGGIO IN PULLMAN GRAN TURISMO,
PARTENZA LUNEDI&#8217; 26 SETTEMBRE ORE 5:00 c/o ROSE AND CROWN
MERCOLEDI&#8217; 28 SETTEMBRE VISITA IN BIRRERIA O ALTRO,
E RIENTRO A RIMINI ORE 24:00 CIRCA.
A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Oktoberfest bei Nacht" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/03/oktoberfest54-299x300.jpg" alt="Oktoberfest bei Nacht" width="269" height="270" />CON IL ROSE &amp; CROWN A TUTTA BIRRA!!!!!!!!</p>
<p>VIAGGIO A MONACO DI BAVIERA</p>
<p>IN OCCASIONE DELL&#8217;OKTOBERFEST 2011</p>
<p>26/27/28 SETTEMBRE</p>
<p>HOTEL TRE STELLE SUPERIORE (CENTRALISSIMO A MONACO)</p>
<p>SISTEMAZIONE IN CEMERE DOPPIE E TRIPLE</p>
<p>CON PRIMA COLAZIONE</p>
<p>VIAGGIO IN PULLMAN GRAN TURISMO,</p>
<p>PARTENZA LUNEDI&#8217; 26 SETTEMBRE ORE 5:00 c/o ROSE AND CROWN</p>
<p>MERCOLEDI&#8217; 28 SETTEMBRE VISITA IN BIRRERIA O ALTRO,</p>
<p>E RIENTRO A RIMINI ORE 24:00 CIRCA.</p>
<p>A TUTTI I VERRA DATA LA MITICA FELPA DRINKING TEAM ROSE AND CROWN DELLO STESSO COLORE PER AIUTARVI A RITROVARVI IN MEZZO ALLA FOLLA DELL OKTOBERFEST</p>
<p>NATURALMENTE LA NOSTRA GUIDA SARA A VOSTRA DISPOSIZIONA DALLA PARTENZA AL RITORNO PER AIUTARVI O PER QUALSIASI CURIOSITA&#8217;</p>
<p>TUTTO A EURO 290,00 + 15,00 di iscrizione</p>
<p>per prenotazioni venite direttamente al pub o chiamare al n. 0541/391398</p>
<p>prenotazioni fino ad esaurimento posti</p>
<p>affrettatevi non vorremmo lasciarvi a piedie a tutta birra!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!</p>
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		<title>Birreria fai da te al Rose and Crown</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 15:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dietro ad ogni buon bicchiere di birra che beviamo c’è un lungo lavoro di produzione. Ancora oggi si tratta di un processo naturale come tanti secoli fa, ma perfezionato dall’esperienza, dalla conoscenza e dagli strumenti tecnologici moderni. Vediamo, passo per passo, in che modo quattro elementi semplici e molto comuni in natura come orzo, acqua, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-980" title="04 08" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/08/04-08.jpg" alt="04 08" width="141" height="90" /></p>
<p>Dietro ad ogni buon bicchiere di birra che beviamo c’è un lungo lavoro di produzione. Ancora oggi si tratta di un processo naturale come tanti secoli fa, ma perfezionato dall’esperienza, dalla conoscenza e dagli strumenti tecnologici moderni. Vediamo, passo per passo, in che modo quattro elementi semplici e molto comuni in natura come orzo, acqua, luppolo e lievito, combinati e lavorati insieme, riescono a dar vita alla bevanda più antica e apprezzata al mondo.</p>
<p>L’orzo diventa malto<br />
Si parte dall’orzo, il cereale più coltivato e diffuso al mondo. Si sceglie la qualità migliore, i cui chicchi vengono messi in acqua a germogliare finché, raggiunta l’umidità necessaria, vengono fatti germinare per alcuni giorni. L’orzo germinato si chiama malto. Il malto viene quindi essiccato lentamente in forno. Secondo il grado di tostatura più o meno spinto raggiungerà un colore (biondo, dorato o biscottato) e una diversa fragranza, che influenzeranno poi l’aspetto e il sapore della birra.<br />
Il malto diventa mosto<br />
Il malto d’orzo viene macinato e ridotto in farina, poi miscelato con acqua in una caldaia fino a diventare un insieme omogeneo, detto mosto. A questo punto il mosto viene portato ad ebollizione, filtrato e separato dalle scorie del malto d’orzo. In questa fase viene aggiunto il luppolo, pianta capace di conferire alla birra il caratteristico gusto amaricante. Il mosto viene quindi raffreddato prima di passare alla fase di fermentazione.<br />
Il mosto diventa birra<br />
Il mosto viene lasciato fermentare in appositi recipienti. Indispensabile è in questa fase il ruolo del lievito, capace di trasformare gli zuccheri presenti nel mosto in alcol e anidride carbonica. Senza l’aggiunta dei lieviti, infatti, il mosto non potrebbe diventare birra. Le due grandi famiglie di lieviti utilizzate a questo scopo sono il Saccaromyces Cerevisiae e il Saccaromyces Carlsbergensis. Fanno eccezione a questa regola alcune birre, rare, prodotte in una località del Belgio, che fermentano spontaneamente sfruttando un lievito presente nell’aria di quella zona.<br />
Fermentazione alta e bassa<br />
Il Saccaromyces Cerevisiae è usato per produrre le birre cosiddette “ad alta fermentazione” e agisce a temperature elevate (16-23 gradi centigradi); il Saccaromyces Carsbergensis viene usato invece per le birre “a bassa fermentazione” e lavora a bassa temperatura (tra i 5 e gli 8 gradi centigradi). Secondo il tipo di birra che si vuole ottenere si decide se utilizzare la prima o la seconda famiglia di lieviti. In genere il metodo dell’alta fermentazione dà origine a birre di gusto intenso e aromatico, mentre con la bassa fermentazione si ottengono birre dal gusto leggero e fragrante.<br />
A stagionare e maturare<br />
Dopo la fermentazione la birra viene travasata in appositi serbatoi dove sarà lasciata per quattro-sei settimane a stagionare e maturare. In questa fase tutti i suoi componenti si affinano e si stabilizzano, avviene una sorta di chiarificazione naturale e la birra acquisisce il suo caratteristico e definitivo sapore. La gran parte delle birre viene poi sottoposta ad ulteriore filtrazione per eliminare le eventuali tracce di lieviti e di altri componenti che renderebbero torbida la bevanda. La birra a questo punto è praticamente pronta per essere confezionata e poi consumata.<br />
Bottiglia, lattina e fusto<br />
L’ultima fase della produzione della birra, il confezionamento, non è affatto la meno importante. Solo se si opera correttamente e con la massima attenzione, infatti, la birra potrà arrivare al consumatore con le sue qualità originali intatte. La bottiglia di vetro scuro, marrone o verde resta il materiale ottimale per conservare nel tempo le caratteristiche della birra e proteggerla dagli effetti negativi della luce. Il tappo metallico, a corona, pratico e sicuro, è quello che garantisce perfettamente l’ermeticità, ma vengono usati, per bottiglie con un particolare significato, anche tappi in sughero, ceramica e gomma o tappi a vite. Anche la lattina, leggera, comoda, facile da trasportare, conservare e aprire in un qualunque momento e luogo, è molto apprezzata da alcune fasce di consumatori. Il fusto, molto capiente (25-30-40 litri), viene usato soprattutto dagli esercizi pubblici per il servizio alla spina, che ha un suo nutrito numero di consumatori appassionati. La birra confezionata in questo modo risulta molto fragrante, ma è delicata e, per essere davvero buona, deve essere consumata in un arco di tempo rapidissimo (max. tre giorni) dopo l’apertura del fusto.<br />
Conservare la birra<br />
Come ogni altro alimento e bevanda naturale, anche la birra teme gli sbalzi di temperatura, l’azione dell’ossigeno e l’effetto negativo della luce. Anche le muffe e i batteri possono attaccarla se non viene conservata correttamente. Ma è soprattutto il tempo il suo nemico più subdolo. La vita di una birra, infatti, non supera i 18 mesi dalla sua produzione. Dopo tale periodo, la bevanda comincia a perdere aroma e gusto e solo la presenza di buone quantità di luppolo può proteggerla maggiormente dall’invecchiamento e farla vivere più a lungo. Le birre a bassa fermentazione resistono meno bene alla conservazione rispetto a quelle prodotte al alta fermentazione. Esistono infine alcune birre ad alta gradazione alcolica che possono trarre giovamento da un certo periodo di invecchiamento.<br />
Per bere una birra sempre al meglio<br />
Il consumatore che vuole bere una birra al meglio delle sue caratteristiche farà bene ad acquistare volta per volta la quantità di prodotto che gli serve. Avrà cura inoltre di scegliere un punto vendita che garantisca un veloce ricambio delle merci. Infine dovrà conservare la birra in un luogo fresco a temperatura costante e al riparo dalla luce, per raffreddarla successivamente nel frigorifero solo prima di berla. In alternativa, per raffreddarla rapidamente potrà usare un secchiello di acqua e ghiaccio. Un altro consiglio è scegliere una bottiglia o lattina commisurata alla propria necessità. Infine, dopo aver aperto una confezione, è meglio non cercare di conservarne ulteriormente il contenuto avanzato.</p>
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		<title>La storia della birra 2</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 15:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Nata 4500 anni prima di Cristo
Quella della birra è una storia millenaria, risalente addirittura alle popolazioni che abitavano la Mesopotamia 4.500 anni prima della nascita di Cristo, dove l’orzo, dalla cui fermentazione si ricava la birra, è stato il primo cereale coltivato.
Tra i Sumeri diverrà addirittura uno status symbol: solo chi apparteneva ai ceti sociali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-982" title="04 08 2" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/08/04-08-2.jpg" alt="04 08 2" width="126" height="94" /></p>
<p>Nata 4500 anni prima di Cristo<br />
Quella della birra è una storia millenaria, risalente addirittura alle popolazioni che abitavano la Mesopotamia 4.500 anni prima della nascita di Cristo, dove l’orzo, dalla cui fermentazione si ricava la birra, è stato il primo cereale coltivato.<br />
Tra i Sumeri diverrà addirittura uno status symbol: solo chi apparteneva ai ceti sociali più alti poteva permettersene 5 litri al giorno. La birra diviene presto famosa anche tra gli Egizi, dove viene accostata al Dio Osiride, in Cina (III millennio a.c.) e tra i romani, noti amanti del vino dove però fu particolarmente apprezzata da Agricola, governatore della Britannia, e da Cesare.</p>
<p>Quando fare la birra diventa un mestiere<br />
Si deve ai monasteri, dopo l’anno 1000, l’introduzione del luppolo come nuovo ingrediente nella preparazione della birra.<br />
Nel nord Europa ha inizio una nuova era per la gustosa bevanda: la produzione diventa industriale e in Germania nasce la figura del mastro birraio, con scuole a pagamento per imparare questo nuovo mestiere. Fu così che in Germania la popolarità della birra attraversò tutte le classi sociali.<br />
Venne perfino promulgato “l’editto sulla purezza” che stabiliva che gli unici ingredienti per produrre la birra dovevano essere malto d’orzo, luppolo e acqua.<br />
In Inghilterra già nel 1300 si contavano migliaia di pub e la birra soppiantò l’acqua nei consumi del popolo per ragioni igieniche: per ottenere la birra l’acqua veniva bollita ed era quindi sterilizzata.</p>
<p>Anche l’America scopre la birra<br />
Nel XVII secolo la birra fu importata per la prima volta in America dai Padri Pellegrini.<br />
Nel frattempo, in Europa iniziarono una serie di studi sui lieviti che portarono alla novità della birra a bassa fermentazione.<br />
Nasce così l’attuale lager e con lei un sistema di produzione che è oggi il più usato al mondo.</p>
<p>La birra in Italia, nell’antichità&#8230;<br />
Giulio Cesare già apprezzava questa bevanda, tanto da citarla nei suoi Commentarii.<br />
Ma già gli Etruschi, prima dei Romani, ne provarono un “prototipo” chiamato “pevakh”, fatto inizialmente con segale e farro e successivamente con frumento e miele.<br />
Caduto l’Impero Romano, il consumo di birra continuò a crescere durante il medioevo per merito soprattutto degli invasori barbari che la conoscevano da tempo.</p>
<p>&#8230;e nell’era moderna.<br />
La storia moderna della birra in Italia inizia nel 1789, data ufficiale dell’apertura della prima fabbrica italiana a Nizza Marittima, per opera di Giovanni Baldassarre Setter.<br />
L’attività passò poi a Giovanni De Bernardi che cominciò a distribuirla in tutto il Piemonte.<br />
Da lì alla fine del XIX secolo le industrie di birra, quasi tutte situate al nord, diventeranno oltre 150 dando impulso alla coltura di orzo, fino ad allora poco praticato in Italia.<br />
E la fine del secolo vede nascere anche in Italia la prima malteria, inaugurata ad Avezzano, in Abruzzo, col nome “Le Malterie Italiane”.</p>
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		<title>BLACK VELVET ( NATO PER CASO)</title>
		<link>http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/it/rimini-news/black-velvet-nato-per-caso/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 13:48:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
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A FINE OTTOCENTO , AGGIUNGENDO A UNA BIRRA NERA (STOUT) ALLO CHAMPAGNE,UN BARMAN DEL BROOKS&#8217;S CLUB LONDINESE HA CREATO QUESTO COCKAIL. IL SUCCESSO è STATO IMMEDIATO E LA SUA FAMA SI DIFFUSE OVUNQUE. FINO AI GIORNI NOSTRI.
Il black Velvet è un cocktail inglese di facile preperazione :si versa in un calice gigante metà stout e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-829" title="2377020-Beamish-Stout-0" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/05/2377020-Beamish-Stout-0.jpg" alt="2377020-Beamish-Stout-0" width="224" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;">A FINE OTTOCENTO , AGGIUNGENDO A UNA BIRRA NERA (STOUT) ALLO CHAMPAGNE,UN BARMAN DEL BROOKS&#8217;S CLUB LONDINESE HA CREATO QUESTO COCKAIL. IL SUCCESSO è STATO IMMEDIATO E LA SUA FAMA SI DIFFUSE OVUNQUE. FINO AI GIORNI NOSTRI.</p>
<p>Il black Velvet è un cocktail inglese di facile preperazione :si versa in un calice gigante metà stout e matà champagne. La semplicità del cocktail nasconde una storia carica d&#8217;emozioni e il club in cui venne creato ,il famoso Brooks&#8217;s Club,è ricco di buffi aneddoti e riporta nell Inghilterra Vittoriana spesso raccontata nelle commedie di Oskar  Wilde.</p>
<p>Il 23 dicembre 1861 il principe Alberto Sassonia-Coburgo Ghota, giovane amato consorte della regina Vittoria,</p>
<p>muore per febbre tifoidea e, se inizialmenete era invisto al popolo britannico , con la sua benevola influenza verso la giovane sovrana , l&#8217;amore per le arti e per la sua nuova nazione , lasciò il popolo intero in doloroso cordoglio. Fu cosi che un ignoto barman del club volle rendere omaggio al lutto nazionale : oscurò il perlage dello champagne e vi aggiunse della stout (birra nera).</p>
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		<title>Classifica il bevitore di birra? Difficile ma possibile.(Rose and crown)</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 17:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
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Ma che tipo è il bevitore di birra? è una domanda che ci poniamo spesso e che certamente incuriosisce anche i nostri lettori. Per aiutarvi neel&#8217;arduo compito,vi proponiamo questa simpatica clasificazione,libaramente dradotta, frutto di una ricerca svolta dalla casa britannica Whitbread.Le caratteristiche sono quelle del cliente abituale del pub inglese.Crediamo però che anche molti clienti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-395" title="DSC_2933" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2009/11/DSC_2933-150x150.jpg" alt="DSC_2933" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;">Ma che tipo è il bevitore di birra? è una domanda che ci poniamo spesso e che certamente incuriosisce anche i nostri lettori. Per aiutarvi neel&#8217;arduo compito,vi proponiamo questa simpatica clasificazione,libaramente dradotta, frutto di una ricerca svolta dalla casa britannica Whitbread.Le caratteristiche sono quelle del cliente abituale del pub inglese.Crediamo però che anche molti clienti dei locali birrai di casa nostra vi si possano riconoscere.Ecco le sette classi che identificano il bavitore inglese.</p>
<p>IL BEVITORE DI RAZZA</p>
<p>é la tipologia più pregiata e ricercata dai gestori.Beve birra in buona quantità perche ritiene che bere birra faccia parte del buon vivere.Beve da solo o in compagnia,sempre con soddisfazione sua e del publican.</p>
<p>IL PASTORE</p>
<p>Per il pastore bere è un fatto di moda. Nella scelta della birra si orienta esclusivamente in locali trendy.Preferisce la bottiglia perchè si vede la marca.Il gusto o lo stile di produzione della birra,per questo bevitore non contano nulla. Generalmente è giovane.</p>
<p>LO SPIRITO BOLLENTE</p>
<p>Buon cliente perchè consuma molto, ma pericoloso. Beve quanta  più birra gli è possibile e ama bere forte. Alterna periodi di silenzio e tranquillità a momenti di furia devastante.</p>
<p>IL CASA E UFFICIO</p>
<p>La tappa al pub rappresenta,per questo bevitore di birra ,un appuntamento fisso.Una breve pausa di relax fra le acque agitate dell&#8217;ufficio e la tempesta che lo attende a casa .Cliente sicuro .Se viene licenziato o viene cacciato di casa aumenta la sua permanenza al pub e naturalmenete &#8230;.il numero di birre bevute.</p>
<p>L&#8217;ESPERTO</p>
<p>Razza rarissima che ha la sua birra preferita ma che ama anche provare nuovi sapori e colori .Tornerà comunque sempre alla sua preferita .éin cliente che traina ,coinvolge nelle sue scelte altr persone .Generalmente supera i 35 anni.Dall&#8217;alto della sua conoscenza spesso esprime critiche sulla temperatura,sulla freschezza ,sulla spillatura,sul servizio.Ottimo cliente ma avvolte rompiscatole.</p>
<p>IL FUGGITIVO</p>
<p>Tende a scappare dal mondo immergendosi nel bicchiere di birra .Molto maditativo .Consuma poco e lentamente.Tipo solitario.Preferisce locali informali e birre poco costose.</p>
<p>IL PECORONE</p>
<p>Segue sempre il gregge .Giovane e molto giovane ,non ha ancora maturato la capacità di prendere le sue decisioni.Frequenta un locale solo se lo frequenta il gruppo.Beve birra solo se la beve il gruppo.Se il gestore del locale individua il capo branco ,il gruppo diventa stanziale e birrario.<img class="alignleft" title="DSC_2934" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2009/11/DSC_2934-300x200.jpg" alt="DSC_2934" width="300" height="200" /></p>
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		<title>COME NASCE L&#8217;OKTOBERFEST</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 17:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
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Quando e come è nata questa festa?
Il 12 ottobre del 1812 il principe bavarese Ludwig (il futuro re Ludwig I, nonno del famoso Ludwig II che ha fatto costruire i castelli favolosi della Baviera) sposò la principessa Teresa della Sassonia e questo matrimonio fu l&#8217;occasione di una grande festa tenuta in una zona che all&#8217;epoca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-left: 0.26cm; margin-right: 0.26cm; text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Oktoberfest bei Nacht" src="../wp-content/uploads/2010/03/Copia-di-oktoberfest54-299x300.jpg" alt="Oktoberfest bei Nacht" width="299" height="300" /><span style="color: #800000;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Quando e come è nata questa festa?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 0.26cm; margin-right: 0.26cm;"><span style="font-size: x-small;">Il 12 ottobre del 1812 il principe bavarese Ludwig (il futuro re Ludwig I, nonno del famoso Ludwig II che ha fatto costruire i castelli favolosi della Baviera) sposò la principessa Teresa della Sassonia e questo matrimonio fu l&#8217;occasione di una grande festa tenuta in una zona che all&#8217;epoca era ancora fuori dalla città, in un grande prato che da allora è chiamato &#8220;Theresienwiese&#8221; (Prato di Teresa). La festa piaceva agli abitanti di Monaco e così fu ripetuta l&#8217;anno dopo. Così nacque una tradizione che fino ad oggi non è interrotta, anche se il carattere della festa è molto cambiato. All&#8217;inizio l&#8217;offerta di giostre fu molto limitata e anche i punti di vendita della birra erano pochi. Ma già verso la fine dell&#8217;800, quando i due protagonisti della prima festa erano ormai morti da parecchio tempo la festa, pian piano assunse le caratteristiche di oggi: una gigantesca giostra con dei veri e propri capannoni della birra gestiti dalle più grandi fabbriche della birra della Baviera.</span></p>
<p style="margin-left: 0.26cm; margin-right: 0.26cm;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Che festa è oggi?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 0.26cm; margin-right: 0.26cm; margin-top: 0.13cm;"><span style="font-size: x-small;">Oggi l&#8217;Oktoberfest di Monaco è uno dei più grandi spettacoli turistici che la Germania ha da offrire. Circa 6 milioni di visitatori, moltissimi dei quali vengono dall&#8217;estero: dagli USA, dal Giappone, da tutti i paesi europei e naturalmente anche dall&#8217;Italia. Forse proprio per le sue dimensioni, oggi ha perso un po&#8217; delle sue caratteristiche tipiche, o meglio: i tratti tipici si sono un po&#8217; fossilizzati. Ma nonostante la commercializzazione dell&#8217;evento la festa ha mantenuto ancora un indubbio fascino e se non ci siete mai andati, allora preparatevi.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
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		<title>BIRRA NON SOLO UNA BEVANDA di Richard  del Rose and Crown Rimini</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 17:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La birra ha antiche tradizioni:il profumo del malto;l aroma del luppolo ci portano ai tempi dei faraoni.Oltre cinque milioni di ettari di terreno occorrono per produrre le materie prime necessarie per il miliardo di ettolitri di birra che al mondo si consumano. Una bella superficie per produrre una bevanda di solida tradizione popolare.Ma la birra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="forskronen" src="../wp-content/uploads/2009/11/forskronen.jpg" alt="forskronen" width="300" height="226" />La birra ha antiche tradizioni:il profumo del malto;l aroma del luppolo ci portano ai tempi dei faraoni.Oltre cinque milioni di ettari di terreno occorrono per produrre le materie prime necessarie per il miliardo di ettolitri di birra che al mondo si consumano. Una bella superficie per produrre una bevanda di solida tradizione popolare.Ma la birra non e solo una bevanda:e una componente essenziale dell alimentazione,poiche in essa sono contenuti tutti i principi attivi dei cereali. E quindi comprensibile che essa sia sempre stata protagonista sulle tavole di tutti i popoli.La birra e une bevanda assolutamente naturale: malto + acqua+luppolo:l uomo aggiunge solo il lievito. Semplice!                                            Alla Salute!                                                                                                                                                     di     RICHARD DI ANGELO .</p>
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		<title>Birra Rose and Crown di Rimini</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 08:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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La birra è costituita da un infuso di cereali aromatizzato e fermentato. II nome deriva, secondo il dr. Leonhard Mehlber di Augusta, dall&#8217;indogerinico bil(e)ril che significa &#8220;ribollire&#8221; e che si può riferire sia alla cottura del mosto che alla fermentazione nei tini. Ale, il termine con cui si indica la birra nel Regno Unito, può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-475" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="storiabirra30" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/01/storiabirra30-150x125.jpg" alt="storiabirra30" width="150" height="125" /></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">La birra è costituita da un infuso di cereali aromatizzato e fermentato. II nome deriva, secondo il dr. Leonhard Mehlber di Augusta, dall&#8217;indogerinico bil(e)ril che significa &#8220;ribollire&#8221; e che si può riferire sia alla cottura del mosto che alla fermentazione nei tini. Ale, il termine con cui si indica la birra nel Regno Unito, può essere messo in relazione con il latino alere (alimentare).</p>
<p>La birra è, con il pane ed il vino, il più antico alimento &#8220;elaborato tecnologicamente&#8221; dall&#8217;uomo, nel suo lento progredire verso piani sempre più complessi di civiltà.</p>
<p>Vino, birra e pane furono entrambi &#8220;scoperti&#8221; quando l&#8217;uomo primitivo ebbe il suo sviluppo da nomade in stanziale.</p>
<p>Privi di documenti probatori e di certezze, si può intuire che il vino sia stato il primo a vedere la luce. Sia perché la vite, diversamente dall&#8217;orzo, offriva i suoi frutti anche ai nomadi che non sapevano nulla di semina e raccolto; sia perché bastava lasciare dell&#8217;uva spremuta in un qualunque recipiente, per ottenere un&#8217;ottima bevanda.</p>
<p>Sono più complesse le trasformazioni dei cereali in pane, ed ancor più in birra. Di questi si può solo dire, con relativa certezza, che furono prodotti dopo che l&#8217;uomo ebbe (circa un milione di anni fa) imparato a dominare il fuoco indispensabile per fabbricarli. La prima descrizione documentata di una ricetta per produrre birra risale circa al 4000 a.C.</p>
<p>Già allora la tecnologia richiedeva una sofisticata successione di fasi che iniziano dalla germogliazione controllata del cereale, attraverso la sua torrefazione, macinazione e miscelazione con acqua (per trasformare l&#8217;amido in zucchero) per concludersi con la fermentazione. È quasi incredibile, ma questo procedimento è concettualmente ancor oggi uguale in tutte le birrerie del mondo! Ma con due diversificazioni:</p>
<p>- gli impianti, che si sono certamente evoluti, a vantaggio della qualità del prodotto;</p>
<p>- l&#8217;utilizzo del luppolo, che entrò nell&#8217;uso comune solo circa 1.000 anni fa, liberando la birra da quel sapore dolciastro e colloso, che l&#8217;aveva caratterizzata per millenni.</p>
<hr />
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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