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	<title>Rose and Crown Pub Rimini &#187; Uncategorized</title>
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	<description>Il Primo Pub in Italia</description>
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		<title>IL ROSE AND CROWN Di Rimini, un vero pub inglese nel cuore di Marina Centro</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 16:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
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Una serata in festa con gli amici,all&#8217;insegna della buona birra e della buona cucina,circondati da gente che si diverte, in mezzo a musica, cori, risate, in un&#8217; atmosfera unica in tutta la costa romagnola; questa è la promessa, sempre mantenuta, del Rose And Crown, il primo pub &#8221;British style&#8221; aperto in Italia. Era il 1964 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-943" title="RoseAndCrown_13Mag2010_12" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/07/RoseAndCrown_13Mag2010_12-300x199.jpg" alt="RoseAndCrown_13Mag2010_12" width="300" height="199" /></p>
<p>Una serata in festa con gli amici,all&#8217;insegna della buona birra e della buona cucina,circondati da gente che si diverte, in mezzo a musica, cori, risate, in un&#8217; atmosfera unica in tutta la costa romagnola; questa è la promessa, sempre mantenuta, del Rose And Crown, il primo pub &#8221;British style&#8221; aperto in Italia. Era il 1964 quando il Conte Giuseppe Perticari, amante della cultura anglosassone, fondò questo locale destinato a diventare un appuntamento arrinunciabile per generazioni di Riminesi e di vacanzieri goderecci. Nel 1975 entra in gioco Richard Di Angelo (classe 1952), che reduce da una preziosa esperienza in un celebre pub inglese, reinterpreta la tradizione anglosassone imprimendo al Rose And Crown il suo stile personalissimo. Da 35 anni Richard  è  l&#8217;anima del locale, il vero timoniere di questa nave sempre in rotta verso il piacere e il divertimento: grazie alla sua capacità, fantasia, e al suo autentico spirito d&#8217;avventura, il Rose And Crown ha saputo conservare, anno dopo anno, le caratteristiche del vero pub&#8230; ma con qualcosa in più!</p>
<p>UNA SERATA TUTTA DA BERE&#8230;</p>
<p>Gli approdi di questa nave sono tanti, a cominciare dalla birra. Al Rose And Crown la birra è una cosa seria: non c&#8217;è solo la grande scelta tra le migliori marche, alla spina e in bottiglia : quì tutto quello che riguarda la birra è affidato a professionisti, al Rose And Crown chi spilla la birra deve saperlo fare secondo le regole. Poi ci sono quelli che la bevono&#8230;e se in questo non sei già professionista, al Rose And Crown lo diventi di sicuro!Alle birre migliori,spillate e servite nel modo migliore, si aggiunge un ampia scelta Scotch blended pure malt,Irish Whiskies,Bourbon,Canadian e rye Whiskies. Inoltre è disponibile un&#8217;infinita tipologia di distillati, in rappresentanza delle migliori case distillatrici del mondo; i liquori più celebri e celebrati, e una grande parata di soft drink e cocktail.</p>
<p>&#8230;E DA MANGIARE!</p>
<p>La cucina merita un discorso a parte. Il Rose And Crown è un pub inglese che sa di trovarsi in Romagna; per questo , con sano pragmatismo anglosassone, unisce ad una vendita di hot snack, panini caldi, tramezzini e toast, alle insalate e antipasti, ai piatti della gastronomia inglese e internazionale, le mitiche specialità della cucina romagnola, che si sposano benissimo con le birre,( chissà se prima o poi anche i pub in inghilterra lo scopriranno).</p>
<p>LIVE MUSIC FOR LIVE NIGHTS.</p>
<p>Il Rose And Crown è diventato un cult pub anche per la musica dal vivo: tutte le sere, dalle 22:00, l&#8217;atmosfera si accende con il migliore Rhytm&amp;Blues, Funk, Rock and Soul. Una colonna sonora entusiasmante per serate irripetibili&#8230; che puoi replicare quando vuoi! Basta tornare al Rose And Crown , dove Richard e la sua squadra ti aspettano con l&#8217;atmosfera e tutte le dotazioni di un vero Pub inglese&#8230;Freccette comprese!</p>
<p>Rose And Crown , un mito europeo.</p>
<p>Di questo autentico pezzo di Union Jack nel cuore della riviera romagnola, famoso in tutta europa ,frequentato con lo stesso entusiasmo da tutte le fasce d&#8217;età, dai giovanissimi fino ai sessantenni giovani dentro, hanno parlato, tra gli altri, Times, Sun, Mirror, Daily Mail, Daily Telegraph, BBC 2, TVA.M, Granada.</p>
<p>Abbiamo detto tutto? Sicuramente no. Perchè il Rose And Crown non lo puoi riassumere: è più di un pub, più di un ristorante o di un locale di musica dal vivo. Ci entri, e senti subito di essere tra amici, in un posto vero, con una sua storia, una sua atmosfera&#8230;e un&#8217; irresistibile vocazione a farti passare una serata che non potrai dimenticare!</p>
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		<title>Rimini Rose and Crown e i suoi primi quarant&#8217;anni</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 16:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Rimini 3 giugno 1964 nasce il primo pub d&#8217;Italia, precisamente un locale di matrice British, che rivoluziona la consuetudine di passare il tempo libero al
bar e importa un pezzo di quotidianità d&#8217;oltremare. Per chi vive il pub, per chi beve la birra, per chi ama la vita che si cela dietro un boccale è inutile
spiegare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rimini 3 giugno 1964 nasce il primo pub d&#8217;Italia, precisamente un locale di matrice British, che rivoluziona la consuetudine di passare il tempo libero al<br />
bar e importa un pezzo di quotidianità d&#8217;oltremare. Per chi vive il pub, per chi beve la birra, per chi ama la vita che si cela dietro un boccale è inutile<br />
spiegare e raccontare la storia del Rose and Crown e cosa oggi rappresenta, ma è sempre piacevole e interessannte rivivere l&#8217;emozione del passato.<br />
Nato dall&#8217;idea del anglofilo conte Perticari Giuseppe,il British pub per antonomasia ha dato via a un lento,ma costante,processo di metamorfosi del vivere<br />
il locale pubblico, quindi non solo nello stile architettonico e nell&#8217;atmosfera etnica .<br />
Rimini è,forse, l&#8217;unico posto dove poteva nascere il Rose and Crown,la località turistica per eccellenza influenzata molto dalla presenza del<br />
rapporto con i turisti nordici e mittel europei che,in riviera per trascorrere le vacanze ,respiravano l&#8217;aria di casa;non a caso, in principio<br />
il pub era un locale prettamente estivo.Il riscontro locale,prima e quello nazionale poi,<br />
non tardò ad arrivare e questa risposta positiva apri le porte a una nuova clientela che iniziava ad apprezzare lo stile Britannico,non solo per la scelta<br />
birraia ,ma anche per il nuovo spirito di socializzazione.<br />
Rimini, 3 giugno 2004.  Nel pieno di questo periodo di flessione del settore, in una situazione generale in cui i locali aprono e chiudono i battenti<br />
senza  avere la possibilita di crescere con l&#8217;obbligo di reinvenarsi continuatamente, in una realtà mutevole dove le mode e le tendenze sfumano in breve tempo<br />
e i gusti e le esigenze cambiano rapidamente in risposta ai cambiamenti sociali,è palese chiedersi e, soprattutto curioso da capire, come un locale sia riuscito<br />
per quarant&#8217;anni,quattro decenni e altrttante generazioni,a rimanere vincente e,cosa ancor più importante,fedele alla proprie origini superando l&#8217;imperversare<br />
dei cambiamenti divenendo un pilastro delle notti rimininesi e simbolo di una filosofia di vita.<br />
&#8220;Come resistere senza mai cambiare?Nel fare tendenza nel non fare tendenza!&#8221;,dichiara semplicemente Richard DiAngelo, uno dei soci titolari, nonchè<br />
colonna portante del Rose and crown da 29 anni. Dietro a questa semplice affermazione che si avvicina più a un luogo comune che a caratteristica<br />
essenziale del locale, si nasconde un anima profonda, passionale e carnale che si rivela in ogni singolo attimo, fedele alla sua originale e primitiva essenza.<br />
Il Rose and Crown ha una sua anima, data dall&#8217;atmosfera magica che si crea, composta da mille elementi;è un puzzle che non ha uno schema fisso. é come se<br />
avessi un mixer in mano e iniziassi a muovere tutte le manopole: così creo l&#8217;atmosvera , quella magica che ci fa stare tutti insieme, dove dietro un boccale<br />
di birra tutti siamo uguali, in maglietta  in giacca e cravatta, senza schemi, preconcetti e bariere sociali, come vuoe lo spirito del pub!<br />
Nel nostro locale ci possono a ci devono satare tutti e nessuno deve sentirsi a disagio,dove ogniuno e libero di sentirsi se stesso e, soprattutto.dove<br />
non si beve per atteggiemento e nessuno deve recitare:così si crea la vera atmosfera , non falsa e surreal;una situazione che nasce in maniera naturale<br />
dalla passione innata:questa è la scelta commerciale che paga e pagherà sempre è uno dei motivi che ha mantenuto tale il Rose and Crown!Inoltre il nostro<br />
messaggio è molto chiaro, molto sicuro ,derivato dalla convinzione nell&#8217;applicare quello in cui si crede.Sono sempre rimasto legato all&#8217;immagine<br />
della birra: qualità dei prodotti scelti, cura nel trattamento e nel servizio ,in questo modo emerge un solo messaggio che che non voglio assolutamente<br />
diluire : chi beve birra al Rose and crown gioca in casa!Io sono la birreria non una birreria! o meglio sono una free House!.<br />
Questa specifica a cui tiene Richard , sottolinea che la selezione dei prodotti proposti nel pub deriva da un&#8217;attenta e accurata ricerca personale<br />
di quella che considera i migliori prodotti sul mercato senza alcun legame stretto e vincolante a qualche marchio o grppo birraio.<br />
Una specializzazione che è giusto rimanga tale , quindi,soprattutto oggi dove il termine pub si è dilatato perdento un pò il legame con le sue origini:<br />
Il Rose and Crown non vuole , appunto diluire in tutti i sensi il suo essere.<br />
Un locale di difficile definizione , che è riuscito a non farsi etichettare ne ghettizzare; un ambienete dove si sono date appuntamento quattro generazioni<br />
, ma soprattutto dove convivono ancora e tuttora le quattro generazioni, specchi della società in cui viviamo.</p>
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		<title>articolo a tutta birra 2010 Rimini Rose and Crown</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 17:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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RIMINI
RIMINI. “A tutta birra”. Non è solo un incitamento rivolto ai giocatori del Rimini, ma anche il nome del gruppo di tifosi del Rose &#38; Crown, famosissimo pub riminese.
Storia. Il club nasce nel 2005, su idea di Marco Serafini ed alcuni amici. L’entusiasmo della promozione in B li fa sedere attorno al tavolo di un’osteria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-733" title="club Rose &amp; Crown019" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/03/club-Rose-Crown019-150x150.jpg" alt="club Rose &amp; Crown019" width="150" height="150" /></p>
<p>RIMINI</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>RIMINI.</strong> “A tutta birra”. Non è solo un incitamento rivolto ai giocatori del Rimini, ma anche il nome del gruppo di tifosi del Rose &amp; Crown, famosissimo pub riminese.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Storia.</strong> Il club nasce nel 2005, su idea di Marco Serafini ed alcuni amici. L’entusiasmo della promozione in B li fa sedere attorno al tavolo di un’osteria e da quel momento si iniziano a creare le prime bozze per mettere in piedi il club. Marco Serafini, ideatore e attuale tuttofare, racconta la sua ispirazione: «Essendo barista al Rose &amp; Crown ho subito informato Richard Di Angelo,  proprietario di maggioranza del pub, di voler formare un club. Lui ha accettato la mia proposta e abbiamo iniziato a muovere i primi passi. In quella cena in osteria abbiamo cominciato a disegnare il logo, un boccale di birra contornato dall’arco d’Augusto. Come nome del club abbiamo optato per “A tutta birra”, con un duplice senso. Il primo, simboleggia il pub e il gusto della bevanda. Il secondo, è una sorta di incitamento ai ragazzi. Quando gli si deve dare carica spesso si può gridare quel motto».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Successivamente il club viene inaugurato ufficialmente. Il grande striscione è presente ogni domenica allo stadio nel settore Distinti. Oltre al marchio con il boccale  e l’arco compare anche il disegno del Rose &amp; crown, con la rosa e la corona. Il club ovviamente nasce per la passione per il calcio e ben presto vengono ideate magliette, capellini, giacchetti, marsupi e orologi. Inizialmente “A tutta birra” si iscrive al Collettivo, dal quale poi si distacca. La sede ufficiale ovviamente è il pub Rose &amp; Crown. Attualmente il club non vive un periodo facile. Lo scotto della retrocessione ha momentaneamente fatto sospendere i tesseramenti, che negli anni gloriosi della B avevano toccato quota 120. Comunque il club non scomparirà e continuerà ad andare avanti. Attualmente il “Rose” resta la sede ufficiale e Richard, proprietario di maggioranza, il presidente del club.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Partite. </strong>Marco Serafini ricorda alcune partite da sogno: «Anzitutto parlando delle trasferte, devo dire che a me piace essere indipendente. Negli anni passati, prendevo la macchina e andavo con mia moglie o con amici. Ad esempio a Torino siamo rimasti un giorno in più, così oltre alla partita, siamo stati anche un po’ in città. E’ bello quando si fanno le trasferte poter fermarsi a visitare le città nelle quali viaggi. A Napoli invece eravamo sette amici. Per me sono come delle gite: negli anni 80’ ho fatto una trasferta nella quale un giorno ho visto la nazionale, poi il Rimini contro la Lazio».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il barista prosegue con alcuni risultati epici e indimenticabili: «Io sono juventino ma prima di tutto riminese. Quindi un ricordo particolare è stato quel’1-1 (9 settembre 2006 ndr). Mia moglie è piemontese ed era allo stadio con me, ma in quella partita tifava Juve. Io invece, che ho persino un ciondolo biancorosso al collo, non potevo non tifare Rimini».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Giocatori. </strong>Marco prosegue ricordando i grandi campioni passati al “Neri” con la casacca a scacchi: «In questi anni il Rimini ha lanciato giocatori del calibro di Floccari, Matri, Consigli, Handanovic, Jeda, Valiani. Sono maturati tantissimo e adesso stanno facendo bene nel campionato di serie A». Ma non si può dimenticare Adrian Ricchiuti. «Sicuramente –afferma Marco- una bandiera per la nostra città. E’ rimasto finché ha potuto».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Bellavista.</strong> Il patron, indimenticabile e sempre nei cuori di ogni tifoso. Anche Marco lo ricorda con affetto: «Era un grande uomo. Dopo la sua scomparsa sono andato al funerale e mi ricordo che il sabato (26 maggio 2007) c’è stata la partita al Neri contro l’Arezzo. L’atmosfera allo stadio era tristissima. Queste sono emozioni che non si dimenticano».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Società. </strong>Il barista del “Rose” ringrazia la Cocif: «Ha fatto i suoi errori, ma ha regalato a Rimini un’era bellissima e il ritorno in serie B. Nella serie cadetta eravamo una delle poche società ad avere i bilanci positivi».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Presente.</strong> Il Rimini di questa stagione ha un andamento altamente indecifrabile. C’è chi guarda la parte in basso di classifica, chi quella in alto, oppure chi le guarda entrambe. In ogni caso domenica a Ravenna ci sarà una delle ultime opportunità per sperare nei play-off. Marco è già pronto a partire: «Sto preparando la gita: prima si guarderà la partita poi si farà un bel giro per la città. Spero che il Rimini faccia risultato. Domenica scorsa contro la Ternana nel primo tempo ho visto il Rimini più bello della stagione. E’ stato un peccato poi aver impattato l’incontro».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Luca Filippi</strong></p>
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		<title>RIMINI CLUB  &#8220;A TUTTA BIRRA&#8221; Rose and Crown</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
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Come nasce un club di tifosi? Come si trasforma la passione per una squadra di calcio in un’avventura divertente e appassionante? Qualche volta per caso: un po’ di amici attorno a un tavolo in osteria, una serata divertente, la voglia di partecipare, di dare un contributo.  Così prende forma il Rimini Club “A tutta birra”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		H1 { margin-bottom: 0.11cm } 		H1.western { font-family: "Arial", sans-serif; font-size: 16pt } 		H1.cjk { font-family: "Lucida Sans Unicode"; font-size: 16pt } 		H1.ctl { font-family: "Tahoma"; font-size: 16pt; font-weight: medium } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: center;"><img title="aTuttaBirra" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/03/aTuttaBirra.jpg" alt="aTuttaBirra" width="255" height="123" /></p>
<p>Come nasce un club di tifosi? Come si trasforma la passione per una squadra di calcio in un’avventura divertente e appassionante? Qualche volta per caso: un po’ di amici attorno a un tavolo in osteria, una serata divertente, la voglia di partecipare, di dare un contributo.  Così prende forma il Rimini Club “A tutta birra”. Attorno a quel tavolo, quella sera del 2005, c’erano Paolo, Marco, Francy e Dany: è l’anno della promozione in B del Rimini, e “l’entusiasmo – raccontano – aveva coinvolto tutta la città”. Sulla carta gialla da trattoria viene scarabocchiato il logo, una, due, tre prove, poi quello definitivo: l’Arco d’Augusto, simbolo di Rimini, e un boccale di birra, simbolo del luogo di ritrovo di quei quattro amici: il pub Rose &amp; Crown. Richard, il proprietario, viene subito coinvolto, e il pub diventa sponsor e sede del club. Poi succede tutto rapidamente: l’iscrizione al Collettivo, la realizzazione di magliette, cappellini e tessere per gli iscritti, l’entusiasmo per la nuova avventura che coinvolge amici e parenti, una sessantina in tutto, ma destinati a crescere. “Essendo questo un pub internazionale – spiegano – abbiamo tesserati da tutta Italia e anche dall’estero”. Come quei due amici inglesi che forse apriranno una succursale del Club addirittura a Manchester, nel Regno Unito, patria riconosciuta del football. La presentazione ufficiale del Club è avvenuta all’hotel Falcon di Sant’Agata nell’estate del 2005, durante il consueto ritiro della squadra. Da allora i rapporti con i calciatori e l’allenatore continuano, cementati magari da una birra – o una bibita, sono sportivi! – al bancone del Rose &amp; Crown.<br />
“Ci organizziamo autonomamente per le trasferte – spiegano i fondatori –: per noi seguire la squadra è anche l’occasione per una gita fuori porta, per visitare città diverse, assaggiare la cucina locale  e conoscere nuovi amici, siamo stati a Napoli, Torino, Vicenza… Seguiamo la squadra dove ci è possibile”. “Il Club – sottolineano – non è nato con scopo di lucro, ci autofinanziamo”.<br />
Lo striscione “A tutta birra Club Forza Rimini Rose &amp; Crown” è ben visibile allo stadio “Romeo Neri”. Al pub, invece, mostrano con orgoglio la bacheca con le foto, le sciarpe, i gagliardetti… “Ogni tanto veniamo a vedere una partita qui, sul grande schermo, vengono anche i soci di altri club, ci divertiamo insieme”. Ed è proprio qui che il Club ha in programma una festa con la squadra, non appena il calendario del campionato lo renderà possibile.<br />
Ma perché il Rose &amp; Crown ha scelto di partecipare ala nascita e alla vita del Club? Risponde lo stesso Richard: “Al di là del fatto di creare ulteriori sinergie in una attività economica, la cosa per me più importante è il messaggio di amicizia, di compagnia, del vivere bene insieme, elementi che si ritrovano sia nello sport che nel tempo libero. Tutte cose per noi fondanti che al Rose &amp; Crown regnano da sempre. Conoscere gente, provare emozioni, come accade sia al pub la sera che il giorno dopo allo stadio”.<br />
Il presidente del Club “A tutta birra” è Richard D’Angelo, il segretario Paolo Muccioli, tesoriere Marco Serafini, consiglieri Francesca Sturba e Daniela Ortalda. Chi volesse iscriversi, può rivolgersi direttamente al Rose &amp; Crown.<br />
(E naturalmente: forza Rimini!).</p>
<p style="text-align: center;"><img title="club Rose &amp; Crown019" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/03/club-Rose-Crown019-300x199.jpg" alt="club Rose &amp; Crown019" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: center;"><img title="napoli 006" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/03/napoli-0061-300x225.jpg" alt="napoli 006" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><img title="a tutta birra 024" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/03/a-tutta-birra-024-300x225.jpg" alt="a tutta birra 024" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><img title="rimini 044" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/03/rimini-044-300x225.jpg" alt="rimini 044" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><img title="bu" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/03/bu1-300x225.jpg" alt="bu" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img title="sa" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/03/sa1-300x225.jpg" alt="sa" width="300" height="225" /></p>
<p>RIMINI</p>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>RIMINI.</strong> “A tutta birra”. Non è solo un incitamento rivolto ai giocatori del Rimini, ma anche il nome del gruppo di tifosi del Rose &amp; Crown, famosissimo pub riminese.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Storia.</strong> Il club nasce nel 2005, su idea di Marco Serafini ed alcuni amici. L’entusiasmo della promozione in B li fa sedere attorno al tavolo di un’osteria e da quel momento si iniziano a creare le prime bozze per mettere in piedi il club. Marco Serafini, ideatore e attuale tuttofare, racconta la sua ispirazione: «Essendo barista al Rose &amp; Crown ho subito informato Richard Di Angelo,  proprietario di maggioranza del pub, di voler formare un club. Lui ha accettato la mia proposta e abbiamo iniziato a muovere i primi passi. In quella cena in osteria abbiamo cominciato a disegnare il logo, un boccale di birra contornato dall’arco d’Augusto. Come nome del club abbiamo optato per “A tutta birra”, con un duplice senso. Il primo, simboleggia il pub e il gusto della bevanda. Il secondo, è una sorta di incitamento ai ragazzi. Quando gli si deve dare carica spesso si può gridare quel motto».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Successivamente il club viene inaugurato ufficialmente. Il grande striscione è presente ogni domenica allo stadio nel settore Distinti. Oltre al marchio con il boccale  e l’arco compare anche il disegno del Rose &amp; crown, con la rosa e la corona. Il club ovviamente nasce per la passione per il calcio e ben presto vengono ideate magliette, capellini, giacchetti, marsupi e orologi. Inizialmente “A tutta birra” si iscrive al Collettivo, dal quale poi si distacca. La sede ufficiale ovviamente è il pub Rose &amp; Crown. Attualmente il club non vive un periodo facile. Lo scotto della retrocessione ha momentaneamente fatto sospendere i tesseramenti, che negli anni gloriosi della B avevano toccato quota 120. Comunque il club non scomparirà e continuerà ad andare avanti. Attualmente il “Rose” resta la sede ufficiale e Richard, proprietario di maggioranza, il presidente del club.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Partite. </strong>Marco Serafini ricorda alcune partite da sogno: «Anzitutto parlando delle trasferte, devo dire che a me piace essere indipendente. Negli anni passati, prendevo la macchina e andavo con mia moglie o con amici. Ad esempio a Torino siamo rimasti un giorno in più, così oltre alla partita, siamo stati anche un po’ in città. E’ bello quando si fanno le trasferte poter fermarsi a visitare le città nelle quali viaggi. A Napoli invece eravamo sette amici. Per me sono come delle gite: negli anni 80’ ho fatto una trasferta nella quale un giorno ho visto la nazionale, poi il Rimini contro la Lazio».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il barista prosegue con alcuni risultati epici e indimenticabili: «Io sono juventino ma prima di tutto riminese. Quindi un ricordo particolare è stato quel’1-1 (9 settembre 2006 ndr). Mia moglie è piemontese ed era allo stadio con me, ma in quella partita tifava Juve. Io invece, che ho persino un ciondolo biancorosso al collo, non potevo non tifare Rimini».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Giocatori. </strong>Marco prosegue ricordando i grandi campioni passati al “Neri” con la casacca a scacchi: «In questi anni il Rimini ha lanciato giocatori del calibro di Floccari, Matri, Consigli, Handanovic, Jeda, Valiani. Sono maturati tantissimo e adesso stanno facendo bene nel campionato di serie A». Ma non si può dimenticare Adrian Ricchiuti. «Sicuramente –afferma Marco- una bandiera per la nostra città. E’ rimasto finché ha potuto».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Bellavista.</strong> Il patron, indimenticabile e sempre nei cuori di ogni tifoso. Anche Marco lo ricorda con affetto: «Era un grande uomo. Dopo la sua scomparsa sono andato al funerale e mi ricordo che il sabato (26 maggio 2007) c’è stata la partita al Neri contro l’Arezzo. L’atmosfera allo stadio era tristissima. Queste sono emozioni che non si dimenticano».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Società. </strong>Il barista del “Rose” ringrazia la Cocif: «Ha fatto i suoi errori, ma ha regalato a Rimini un’era bellissima e il ritorno in serie B. Nella serie cadetta eravamo una delle poche società ad avere i bilanci positivi».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Presente.</strong> Il Rimini di questa stagione ha un andamento altamente indecifrabile. C’è chi guarda la parte in basso di classifica, chi quella in alto, oppure chi le guarda entrambe. In ogni caso domenica a Ravenna ci sarà una delle ultime opportunità per sperare nei play-off. Marco è già pronto a partire: «Sto preparando la gita: prima si guarderà la partita poi si farà un bel giro per la città. Spero che il Rimini faccia risultato. Domenica scorsa contro la Ternana nel primo tempo ho visto il Rimini più bello della stagione. E’ stato un peccato poi aver impattato l’incontro».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Luca Filippi</strong></p>
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		<title>&#8220;La musica&#8221; di Richard Di Angelo Rose and Crown Rimini</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 18:22:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
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La musica é un elemanto importante,ma non deve essere determinante:deve servire solo a creare quell&#8217; atmosfera che permette il compimento dell&#8217;obiettivo di un locale,ovvero il consumo.Non bisogna dimenticare che lo scopo primario di un pub è servire da bere,nello specifico alclici. Ecco perchè nonbisogna snaturare la sua identità:La musica va gestita non subita,quindi va inserita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-700" title="IMG_46002" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2010/02/IMG_46002.jpg" alt="IMG_46002" width="500" height="333" /></p>
<p style="text-align: center;">La musica é un elemanto importante,ma non deve essere determinante:deve servire solo a creare quell&#8217; atmosfera che permette il compimento dell&#8217;obiettivo di un locale,ovvero il consumo.Non bisogna dimenticare che lo scopo primario di un pub è servire da bere,nello specifico alclici. Ecco perchè nonbisogna snaturare la sua identità:La musica va gestita non subita,quindi va inserita in un contesto ben preciso. Se lamusica è prevalente rispetto alla proposta del pub, in questo caso servire birra può essere un arma a doppio taglio perchè qualora questa venisse meno, il locale ne potrebbe risentire.Anche durante la serata il volume non deve impedire la convivialità:Se la musica dal vivo si trasforma in un esibizione tutto si ferma,il locale è subordinato al concerto e in questo modo possono risentirne le consumazioni.La musica è dunque un elemento accessorio che completa l&#8217;offerta senza alterare l&#8217;identità del pub.Ovviamente gli artisti che suonano sono importanti ma non devono essere l&#8217;attrazione principale:Noi proponiamo musica dal vivo tutti i giorni e siamo stati uno dei primi locali a recuperarla quasi trent &#8216;anni fa quando imperava la disco music.                                                  di  Richard Di Angelo</p>
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		<title>Rimini dopo oltre trentanni di Rose and Crown</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 18:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DOPO OLTRE TRENTANNI..
Dopo oltre trent’anni vissuti nel mondo dei pub, mi viene chiesto di argomentare su vita, emozioni, atmosfera, musica e quant’altro caratterizzi il Public bar.
La difficoltà è notevole nell’evitare enfatizzazioni, ma non mi è certo possibile trattare questo tema in modo asettico.
Sarebbe come chiedere ad un uomo un parere sulla donna della propria vita: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>DOPO OLTRE TRENTANNI..</h3>
<p>Dopo oltre trent’anni vissuti nel mondo dei pub, mi viene chiesto di argomentare su vita, emozioni, atmosfera, musica e quant’altro caratterizzi il Public bar.<br />
La difficoltà è notevole nell’evitare enfatizzazioni, ma non mi è certo possibile trattare questo tema in modo asettico.<br />
Sarebbe come chiedere ad un uomo un parere sulla donna della propria vita: si finirebbe senz’altro nel perdere in obiettività.<br />
Nel tentativo di compiere questo sforzo “titanico”, partirei dalla famosa “atmosfera” del pub.<br />
Ma cos’è l’atmosfera? Questo termine è ricorrente nella definizione degli aspetti della vita di ogni uomo.<br />
Si cerca di creare la giusta atmosfera in un appuntamento galante, in una festa o addirittura in una importante cena di lavoro, ma cos’è che intendiamo dire quando parliamo dell’atmosfera del pub? Potremmo definire l’Atmosfera come l’influsso generato dall’ambiente circostante su un individuo.<br />
Per meglio chiarire questo concetto riprenderei l’esempio della donna amata:<br />
la scelta cadrà su colei la quale avrà a nostro avviso un bell’aspetto, una voce sensuale, dolcezza nel prenderci la mano o nel donarci una carezza e magari un profumo gradevole.<br />
In altre parole resteremo colpiti dalla persona capace di esaltare tutti i nostri sensi.<br />
Ciò è quanto avviene nella scelta del pub “del cuore”.<br />
E’ proprio questo tipo di locale che a mio avviso sollecita le nostre percezioni stimolandole ed appagandole.<br />
Sarà cura del buon publican scegliere musica, cibi, arredamento, staff e tutto quanto possa contribuire ad esaltare il benessere dell’adorato cliente.<br />
Il pub può essere assimilato ad un mixer dalle mille manopole, ognuna delle quali servirà a regolare le infinite componenti che contribuiscono alla formazione dell’atmosfera che intendiamo creare all’interno del nostro locale, sapendo già in partenza che gli output immessi saranno recepiti dalla gente in modo sempre diverso.<br />
Così il pub che opterà per musica metal, luci basse e personale informale offrirà un ambiente e si rivolgerà ad una clientela diversa da quella di un pub ben illuminato e con musica pop.<br />
Dopo quanto detto ci rendiamo conto di quanto sia difficile rivolgersi ad una clientela quanto mai variegata, ed offrire un ambiente idoneo alla richiesta.<br />
Il volume della musica troppo alto, una birra spillata male, un menù approssimativo o del personale poco cortese e professionale rischierebbero di rendere un locale poco vivibile o quanto meno non adatto a svolgere quello che a mio avviso è il compito principe del pub, ovvero esaltare i bisogni di socializzazione, confronto e senso di appartenenza ad un gruppo della clientela.<br />
Vi è infatti un’ampia letteratura dedicata all’ontofenomenologia delle forme coesistenziali ed allo studio della formazione, evoluzione e cause di cessazione della vita in un gruppo, nella quale si esalta finanche l’aspetto ludico dell’esistenza umana.<br />
Ancora oggi vi è un nutrito gruppo di benpensanti che giudica il pub ed i suoi clienti come appartenenti ad un target di basso livello socio-culturale. Ebbene, credo che costoro non si siano mai seduti “al banco” per gustare una birra e parlare con amici ed avventori, poiché noterebbero subito il piacere del dialogo e l’immediata confidenza che solo questo tipo di locale sa creare.<br />
Il Pub è a mio avviso una sorta di livella sociale, capace di azzerare differenze culturali, anagrafiche, economiche e geografiche.</p>
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		<title>BIRRA NON SOLO UNA BEVANDA II di Richard Rose and Crown Rimini</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 18:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dovendo raccontare della fabbricazione della birra,si pensa alla evoluzione della stessa nei secoli,ma la natura non é cambiata Cambiato un pò è l&#8217;uomo,specialmenete per quanto riguarda le sue conoscenze.Si ritiene che siano oltre diecimila,tra grandi e piccole,le aziende birraie esistenti nel mondo:sono sempre situate vicino a sorgenti naturali o corsi d&#8217;acqua. L&#8217;acqua è un elemento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="forskronen" src="http://www.roseandcrown.it/rimini-pub/wp-content/uploads/2009/11/forskronen.jpg" alt="forskronen" width="300" height="226" />Dovendo raccontare della fabbricazione della birra,si pensa alla evoluzione della stessa nei secoli,ma la natura non é cambiata Cambiato un pò è l&#8217;uomo,specialmenete per quanto riguarda le sue conoscenze.Si ritiene che siano oltre diecimila,tra grandi e piccole,le aziende birraie esistenti nel mondo:sono sempre situate vicino a sorgenti naturali o corsi d&#8217;acqua. L&#8217;acqua è un elemento fondamentale nella produzione della birra.Orzo,mais,riso:sono i cereali piu usati.Malto:è  il cereale che viene portato a germogliazione e di seguito tostato ed essiccato per circa un mese . Perchè si deve trasformare il cereale in malto? Il chicco di cereale contiene amido, che di per sè,non è solubile in acqua, quindi bisogna trasformarlo in zucchero:cio avviene attraverso il processo biologico sopra esposto. Il cereale che meglio si adatta alla trasformazione in malto è l&#8217;orzo.Il colore della birra dipende dal colore del malto con il quale si è prodotta.Piu&#8217; il malto e tostato maggiore sara&#8217; l&#8217;ambratura della birra: infatti il mercato e ricco di bionde ,rosse e nere.Il malto viene macinato e miscelato con acqua nel tanks di cottura.Si aggiungono gli enzimi o lievito che mettono in moto la fermantazione.La durata della fermentazione varia in funzione del prodotto che si vuole ottenere:generalmente per le birre &#8220;bionde&#8221; tre settimane,per le &#8220;rosse&#8221; un po&#8217; meno,essenziale che tutti gli amidi siano trasformati in zuccheri.Quando il mostoè pronto viene filtrato,per scartare i seridui della fermentazione e soprattutto per dare limpidezza alla bevanda. La birra deve essere sempre limpida e trasparente! Segue un periodo di maturazione e decantazione, e la pastorizzazione del prodotto.                                                                                                                         di RICHARD DI ANGELO.</p>
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		<title>SALA DI COTTURA di Richard del Rose and Crown</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 17:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[.E dal colore del malto ingrediente fondamentale della fabbricazione della birra che determina l ambratura della birra.Il malto viene macinato e miscelato con acqua nei tanks di cottura si aggiungono gli enzimi o lievito che mettono in moto la fermantazione.La durata della fermentazione varia in funzione del prodotto che si vuole ottenere.Quando il mosto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="storiabirra30" src="../wp-content/uploads/2010/01/storiabirra30.jpg" alt="storiabirra30" width="236" height="125" />.E dal colore del malto ingrediente fondamentale della fabbricazione della birra che determina l ambratura della birra.Il malto viene macinato e miscelato con acqua nei tanks di cottura si aggiungono gli enzimi o lievito che mettono in moto la fermantazione.La durata della fermentazione varia in funzione del prodotto che si vuole ottenere.Quando il mosto e pronto viene filtrato per scartare i rifiuti della fermentazione e soprattutto per dare limpidezza alla bevanda. La birra deve essere senpre limpida e transparente!Segue un periodo di maturazione e decantazione e la pastorizzazione finale del prodotto. E noto che nella birra continuano a vivere molti microrganismi:non patogeni,oviamente,per mancanza di ossigeno.Questi microrganismi possono inacidire il prodotto o procurare sapori strani :con la pastorizzazione viene quasi azzerata la loro attivita,assicurando stabilita e conservazione alla bevenda.Finalmente la birra e pronta per essere infustata o imbottigliata,per arrivare in ogni angolo del mondo.       Alla Salute!                                                                                                                                                                           di RICHARD DI ANGELO</p>
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		<title>La Cucina del Rose and Crown di Rimini</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 22:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Cucina tipica Londinese e specialità italiane per un sodalizio vincente.
La vasta scelta di piatti tipici Inglesi e continentali, senza trascurare la tradizione culinaria locale, fanno del Rose &#038; Crown il luogo ideale per un pasto frugale o importante a qualsiasi ora. La cucina sempre aperta, la musica dal vivo dalle 22.00, il servizio giovane ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cucina tipica Londinese e specialità italiane per un sodalizio vincente.</p>
<p>La vasta scelta di piatti tipici Inglesi e continentali, senza trascurare la tradizione culinaria locale, fanno del Rose &#038; Crown il luogo ideale per un pasto frugale o importante a qualsiasi ora. La cucina sempre aperta, la musica dal vivo dalle 22.00, il servizio giovane ed informale rendono il nostro locale inimitabile in una perfetta armonia di luci, suoni e sapori.</p>
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