
Come nasce un club di tifosi? Come si trasforma la passione per una squadra di calcio in un’avventura divertente e appassionante? Qualche volta per caso: un po’ di amici attorno a un tavolo in osteria, una serata divertente, la voglia di partecipare, di dare un contributo. Così prende forma il Rimini Club “A tutta birra”. Attorno a quel tavolo, quella sera del 2005, c’erano Paolo, Marco, Francy e Dany: è l’anno della promozione in B del Rimini, e “l’entusiasmo – raccontano – aveva coinvolto tutta la città”. Sulla carta gialla da trattoria viene scarabocchiato il logo, una, due, tre prove, poi quello definitivo: l’Arco d’Augusto, simbolo di Rimini, e un boccale di birra, simbolo del luogo di ritrovo di quei quattro amici: il pub Rose & Crown. Richard, il proprietario, viene subito coinvolto, e il pub diventa sponsor e sede del club. Poi succede tutto rapidamente: l’iscrizione al Collettivo, la realizzazione di magliette, cappellini e tessere per gli iscritti, l’entusiasmo per la nuova avventura che coinvolge amici e parenti, una sessantina in tutto, ma destinati a crescere. “Essendo questo un pub internazionale – spiegano – abbiamo tesserati da tutta Italia e anche dall’estero”. Come quei due amici inglesi che forse apriranno una succursale del Club addirittura a Manchester, nel Regno Unito, patria riconosciuta del football. La presentazione ufficiale del Club è avvenuta all’hotel Falcon di Sant’Agata nell’estate del 2005, durante il consueto ritiro della squadra. Da allora i rapporti con i calciatori e l’allenatore continuano, cementati magari da una birra – o una bibita, sono sportivi! – al bancone del Rose & Crown.
“Ci organizziamo autonomamente per le trasferte – spiegano i fondatori –: per noi seguire la squadra è anche l’occasione per una gita fuori porta, per visitare città diverse, assaggiare la cucina locale e conoscere nuovi amici, siamo stati a Napoli, Torino, Vicenza… Seguiamo la squadra dove ci è possibile”. “Il Club – sottolineano – non è nato con scopo di lucro, ci autofinanziamo”.
Lo striscione “A tutta birra Club Forza Rimini Rose & Crown” è ben visibile allo stadio “Romeo Neri”. Al pub, invece, mostrano con orgoglio la bacheca con le foto, le sciarpe, i gagliardetti… “Ogni tanto veniamo a vedere una partita qui, sul grande schermo, vengono anche i soci di altri club, ci divertiamo insieme”. Ed è proprio qui che il Club ha in programma una festa con la squadra, non appena il calendario del campionato lo renderà possibile.
Ma perché il Rose & Crown ha scelto di partecipare ala nascita e alla vita del Club? Risponde lo stesso Richard: “Al di là del fatto di creare ulteriori sinergie in una attività economica, la cosa per me più importante è il messaggio di amicizia, di compagnia, del vivere bene insieme, elementi che si ritrovano sia nello sport che nel tempo libero. Tutte cose per noi fondanti che al Rose & Crown regnano da sempre. Conoscere gente, provare emozioni, come accade sia al pub la sera che il giorno dopo allo stadio”.
Il presidente del Club “A tutta birra” è Richard D’Angelo, il segretario Paolo Muccioli, tesoriere Marco Serafini, consiglieri Francesca Sturba e Daniela Ortalda. Chi volesse iscriversi, può rivolgersi direttamente al Rose & Crown.
(E naturalmente: forza Rimini!).




RIMINI
RIMINI. “A tutta birra”. Non è solo un incitamento rivolto ai giocatori del Rimini, ma anche il nome del gruppo di tifosi del Rose & Crown, famosissimo pub riminese.
Storia. Il club nasce nel 2005, su idea di Marco Serafini ed alcuni amici. L’entusiasmo della promozione in B li fa sedere attorno al tavolo di un’osteria e da quel momento si iniziano a creare le prime bozze per mettere in piedi il club. Marco Serafini, ideatore e attuale tuttofare, racconta la sua ispirazione: «Essendo barista al Rose & Crown ho subito informato Richard Di Angelo, proprietario di maggioranza del pub, di voler formare un club. Lui ha accettato la mia proposta e abbiamo iniziato a muovere i primi passi. In quella cena in osteria abbiamo cominciato a disegnare il logo, un boccale di birra contornato dall’arco d’Augusto. Come nome del club abbiamo optato per “A tutta birra”, con un duplice senso. Il primo, simboleggia il pub e il gusto della bevanda. Il secondo, è una sorta di incitamento ai ragazzi. Quando gli si deve dare carica spesso si può gridare quel motto».
Successivamente il club viene inaugurato ufficialmente. Il grande striscione è presente ogni domenica allo stadio nel settore Distinti. Oltre al marchio con il boccale e l’arco compare anche il disegno del Rose & crown, con la rosa e la corona. Il club ovviamente nasce per la passione per il calcio e ben presto vengono ideate magliette, capellini, giacchetti, marsupi e orologi. Inizialmente “A tutta birra” si iscrive al Collettivo, dal quale poi si distacca. La sede ufficiale ovviamente è il pub Rose & Crown. Attualmente il club non vive un periodo facile. Lo scotto della retrocessione ha momentaneamente fatto sospendere i tesseramenti, che negli anni gloriosi della B avevano toccato quota 120. Comunque il club non scomparirà e continuerà ad andare avanti. Attualmente il “Rose” resta la sede ufficiale e Richard, proprietario di maggioranza, il presidente del club.
Partite. Marco Serafini ricorda alcune partite da sogno: «Anzitutto parlando delle trasferte, devo dire che a me piace essere indipendente. Negli anni passati, prendevo la macchina e andavo con mia moglie o con amici. Ad esempio a Torino siamo rimasti un giorno in più, così oltre alla partita, siamo stati anche un po’ in città. E’ bello quando si fanno le trasferte poter fermarsi a visitare le città nelle quali viaggi. A Napoli invece eravamo sette amici. Per me sono come delle gite: negli anni 80’ ho fatto una trasferta nella quale un giorno ho visto la nazionale, poi il Rimini contro la Lazio».
Il barista prosegue con alcuni risultati epici e indimenticabili: «Io sono juventino ma prima di tutto riminese. Quindi un ricordo particolare è stato quel’1-1 (9 settembre 2006 ndr). Mia moglie è piemontese ed era allo stadio con me, ma in quella partita tifava Juve. Io invece, che ho persino un ciondolo biancorosso al collo, non potevo non tifare Rimini».
Giocatori. Marco prosegue ricordando i grandi campioni passati al “Neri” con la casacca a scacchi: «In questi anni il Rimini ha lanciato giocatori del calibro di Floccari, Matri, Consigli, Handanovic, Jeda, Valiani. Sono maturati tantissimo e adesso stanno facendo bene nel campionato di serie A». Ma non si può dimenticare Adrian Ricchiuti. «Sicuramente –afferma Marco- una bandiera per la nostra città. E’ rimasto finché ha potuto».
Bellavista. Il patron, indimenticabile e sempre nei cuori di ogni tifoso. Anche Marco lo ricorda con affetto: «Era un grande uomo. Dopo la sua scomparsa sono andato al funerale e mi ricordo che il sabato (26 maggio 2007) c’è stata la partita al Neri contro l’Arezzo. L’atmosfera allo stadio era tristissima. Queste sono emozioni che non si dimenticano».
Società. Il barista del “Rose” ringrazia la Cocif: «Ha fatto i suoi errori, ma ha regalato a Rimini un’era bellissima e il ritorno in serie B. Nella serie cadetta eravamo una delle poche società ad avere i bilanci positivi».
Presente. Il Rimini di questa stagione ha un andamento altamente indecifrabile. C’è chi guarda la parte in basso di classifica, chi quella in alto, oppure chi le guarda entrambe. In ogni caso domenica a Ravenna ci sarà una delle ultime opportunità per sperare nei play-off. Marco è già pronto a partire: «Sto preparando la gita: prima si guarderà la partita poi si farà un bel giro per la città. Spero che il Rimini faccia risultato. Domenica scorsa contro la Ternana nel primo tempo ho visto il Rimini più bello della stagione. E’ stato un peccato poi aver impattato l’incontro».
Luca Filippi






